Ciclo estiva anno 1992 Periodo : 25 luglio - 1 agosto 1992
Le distanze ed i dislivello affrontati (ed ovviamente superati) variano da persona a persona; infatti questa ciclo e' stata caratterizzata da frequenti arrivi e partenze dei singoli partecipanti. Si puo, parlare di una media di circa 75 km con un dislivello attorno ai 1750 m giornalieri.
La novita' e' costituita dalla presenza di una gentile fanciulla la
quale si dimostra subito fortissima e imperturbabile. Siamo all'interno
del Parc National du Mercantour che si rivela subito nella sua bellezza:
percorse le stupende Gorges du Bachelard si fa sosta a Les Villard d'Abbas
per integrare solidi e liquidi lasciati lungo la strada; si fa abbondantemente
onore alla parte eno-gastro della cielo per poi ripartire con rinnovato
ardore. Armando ed Aldo tirano piu' di un pelo di ... e il Col de la Cáyolle
e' loro. L'attesa di Susanna viene premiata dalla stupenda visione collettiva
di una bella, forte irripetibile ciclista francese, che in prodigioso stile
incanta ed attraversa il Colle. Un applauso scrosciante si leva all'apparire
dietro
lei della nostra Susanna la quale, sospinta dall'entusiasmo popolare, trova
lo slancio per alzarsi sui pedali e chiudere in bellezza la lunga salita.
Discesa vertiginosa (as usual) fino alla scoperta di un bellissimo sterrato
subito imboccato da tutti tranne dalla bici da corsa di Susan e dal fighet-tuolo
Armando, i quali restano sul paved non partecipando, percio', alle soddisfazioni
offerte dal fuoristrada (cascate, sentieri e vallate). Numerose foto da
tutte le posizioni, a Susanna sdraiata e dormiente sul parapetto del torrente
nel punto di ricongiunzione dei due gruppi. Lungo la strada per Annot si
attraversano le meravigliose Gorges de Daluis, che costituiscono uno scenario
unico per tutti coloro che nei modi piu' disparati le percorrono: da un
lato i torrentisti risalgono a piedi il corso del fiume, giu' in fondo
i kayak-isti lo ridiscendono e in alto i superbi ciclisti si scatenano
fotografando tutto e tutti (da notare che AldoG e' privo di macchina fotografica!).
I restanti chilometri sono cosi' come piacciono alle donne (il correttore
di bozze omette di chiarire meglio il concetto ...) Alberghetto e ristorante
all'altezza dello sforzo effettuato; si socializza con un africano vissuto
a Roma, naturalizzato negli U.K. e ambulante in Francia.
Abbondante colazione allo scopo di avere una "scorta per ogni eventualita'",
che sposta la partenza nella tarda mattinata: le ore calde fanno soffrire
piu' del dovuto ed inoltre il paesaggio e' assai deturpato dai villaggi
turistici invernali lasciati crescere senza alcun rispetto per la natura.
Dopo aver scalato il primo passo e coperto la bella discesa fino a Pont
de Villaron, nel grazioso villaggio di Colmars troviamo l'africano della
sera precedente da cui aquistiamo gli strumenti gia' contrattati dal giorno
prima; ci sfamiamo seduti in un bel prato per poi ripartire all'attacco
del Col d'Allos. A questo punto della giornata avviene un episodio degno
di nota: Gianni, non nuovo ad azioni di questo genere, scatta come un fulmine
dando l'impressione di voler affrontare in perfetta solitudine il colle;
Aldo ed Armando raccolgono la sfida baldanzdsamente e si lanciano con piglio
deciso all'inseguimento. Come vuole la tradizione, il marrano si nasconde
pero' alla prima curva, traendo in clamoroso inganno Armans e Aldo, che
non vedremo piu' fino in cima al Col d'Allos. Ancora una volta Susan dimostra
di essere a suo agio sulle due ruote e, insieme a AldoG e Gianni (che nel
frattempo era uscito dalla famosa curva) raggiungono la sommita' del colle
con estrema calma, ridendo di quei due impegnati in una faticosissima quanto
inutile rincorsa al battistrada che non c'e'. Laggiu', molto lontano, Barcellonette:
ci freghiamo le mani pregustando la discesa che ci aspetta: i sorpassi
delle auto non si contano (soprattutto per i piu' spericolati); il tracciato
e' da superfoto (ma AldoG e' sempre senza l'attrezzo). Non si contano piu'
i record di velocita' in discesa: c'e' da raggiungere l'alberghetto dove
Pie magari e' gia, li' che ci sta aspettando. Non c'e. Lavati e ristorettati
si cena "fuori" in un fresco tramonto francalpino. Finito di mangiare baci
ed abbracci a Susanna ... ed anche ad Aldo ... (pero, piu' a lei che a
lui) che tornano a casa, le luci si fanno fioche, ma di Pierangelo nessuna
traccia: si comincia a temere il peggio; ed e' solo a sera il gruppo viene
raggiunto a Les Thuiles da Pierangelo a bordo della sua auto (si avra'
modo piu' avanti di parlare della ormai famosa Duna "straccion wagon").
Il pernottamento avviene in comode e graziose camere dell' "Auberge de
la Pastouriere" facente parte della catena "Logis de Francel" caratteristici
punti di ristoro ed alloggiamento a prezzi spesso contenuti.
Il programma prevede un giro che, partendo dal colle della Maddalena,
supera il colle della Lombarda e quello della Bonette per arrivare a Iausiers
l'indomani. Spostamento tecnico delle auto: con una sveglia ore 07.00,
colazione, le macchine una lasciata sul colle della Maddalena ed una a
Iausiers, i quattro si mettono in sella alle biciclette solo verso le 10.30.
La giornata e' molto calda e fino a Vinadio la strada e' tutta una dolce
discesa; da qui inizia l'attacco al colle della Lombarda con una salita
subito assai dura anche se molto bella da un punto di vista naturalistico.
Dopo un'ora e mezza di salita siamo al bivio del Santuario di Sant'Anna,
inizialmente preso in considerazione per fare una sosta per il pranzo.
Si decide all'unanimita' di non coprire i due chilometri di salita verso
il Santuario e di proseguire verso il passo. Dopo altri 10 km di dura salita,
solo verso la fine piu' mite, si arriva alla sommita' dopo 1450 m di dislivello.
Piuttosto stanchi, ma soprattutto affamati i nostri muovono a compassione
un gruppo di giovani li' in campeggio i quali offrono un po' di frutta,
del pane e qualche pomodoro; tutto questo ben di dio sparisce rapidamente
nelle pance dei bikers, i quali, riposati e rinfrancati, risalgono sulle
loro biciclette e ridiscendono dal colle in pieno territorio francese.
Per primo si incrocia il paese di nome Isola 2000, che e' una stazione
sciistica sicuramente assai funzionale, ma realizzata seguedo criteri speculativi
senza alcun rispetto per la natura. Si salta di slancio questo ammasso
di cemento, campi da tennis e piste da sci che feriscono il verde della
montagna, per giungere piu' giu' ad Isola: cittadina a misura d'uomo ove
si fa una sosta tattica. Il tempo di mangiare una sana bistecca, un'insalata,
il dolce e caffe, e si riparte alla volta di St. Etienne de Tinee. Si copre
un lungo tratto in leggera salita ad andatura piuttosto sostenuta fino
al punto in cui la strada si alza per giungere al paese: AldoG, un po'
affaticato, perde il contatto col gruppo trainato da un guizzante Gianni;
in cima alla salita la strada si fa piana ed Armando si produce in uno
scatto deciso non tale pero' per distanziare Pie il quale da' battaglia
fino al segnale di stop, posto lungo la via e non osservato da un Armando
piu'intendo a guardarsi le spalle che avanti a se'. Gia, dalla mattina
si aveva prenotato il pernottamento a St. Etienne in ben due posti diversi:
si da' l'incombenza di scegliere ad un poco accorto Armando il quale, dopo
un distratto sopralluogo, da' l'O.K. per "La Pinatelle". A onor del vero
la pensione non e' affatto male: un grande giardino, una costruzione rimodernata,
una bella posizione, ... solo che le nostre stanze si trovano nella dependance.
Il "Beau Sojournes", questo e' il nome scritto all'ingresso della costruzione,
e' in realta, un rudere con noi unici inquilini; esternamente l'impressione
che da' e' sconcertante, ma all'interno le cose non cambiano molto: balcone
inagibile per via dei cumuli di calcinacci, porte senza serratura e via
di seguito. Ognuno prende possesso delle stanze lodando, chi con piu' tatto
chi con meno, il gusto e la genuinita, della scelta fatta.
Sveglia di buon mattino al canto insistente, incessante, insopportabile
del gallo (NDR: siamo in francia). La partenza avviene verso le 09.30 e
subito si affronta la salita che portera, alla "Route plus haute d'Europe".
Anche in questa occasione e' a tratti impressionante il numero di tafani
che ronza intorno agli umani, gia' normalmente in difficolta' per gli oltre
24 chilometri di salita con 1700 metri di dislivello; il percorso viene
coperto in circa tre ore e mezza con punti di indubbia spettacolarita'.
Alla cima del colle la sorpresa: il passo e' 124 metri piu, in basso della
via appositamente costruita per ottenere la strada piu' alta d'Europa!
infatti, all'altezza dello scollinamento, si diparte un ripido tratto che
si inerpica per un chilometro per poi scendere al punto di partenza compiendo
giro ad anello percorribile obbligatoriamente solo in una direzione in
e senso antiorario, arrivando a quota 2802 metri, i francesi sono cosi'
riusciti a superare quel tanto che basta l'altezza del Passo dello Stelvio
(2757 m), che resta il valico piu, alto, ma la strada piu' alta d'Europa
e' francese (anche questa e' la grandeure francese ... ). Immancabile foto
del gruppo col cippo, sotto l'esperta regia del Moiols il quale riesce
a mettere in riga pure l'Umanoide ancora primo alla meta, ma molto provato.
Per dovere di cronaca si riporta uno spiacevolissimo episodio di dubbia
lealta' sportiva attuato dal Moiols, il quale e' stato sorpreso dall'attento
occhio del fotografo mentre un suo fans lo spingeva aiutandolo a superare
le difficolta, del percorso: su questo fatto si deve tuttora esprimere
il nostro nuovo "Presidente" (Renato Luciani). Sul capo dell'incauto AldoG
pende il rischio dell'ignominiosa radiazione dal gruppo; si dice pero'
che con una cena offerta alle giuste persone puo' mettere tutto a tacere
(anche qui impera il malcostume ... pero' per lo meno si mangia ... !).
Durante la discesa si fa sosta in un verde prato affianco ad un fresco
ruscello; viene subito posta al fresco una bottiglia di Cuvee, frutto dell'esprioprio
proletario compiuto nel bar abbandonato e polveroso dell'albergo in rovina
in cui avevamo alloggiato la notte precedente. In pochi minuti si appronta
un gustosissimo spuntino a base di pane, olive e cioccolata con il vino
a completare il tutto. Si ridiscende, ma c'e' solo il tempo di fare una
dozzina di chilometri, perche' ai bordi della strada in una posizione invidiabile
si vede un chiosco molto pittoresco di nome l'Haute 200011 posto proprio
in mezzo alla valle; seduti su due panche all'aperto consumiamo una ricca
insalata bevendo della sana acqua di fonte. L'arrivo a Jausiers avviene
a meta' del pomeriggio. Recuperata la Duna in attesa al Colle della Maddalena
e caricate le bici, si punta verso Queyras (5 km da Guillestre) dove avevamo
prenotato per la notte: la "Maison du Roy" in pieno Parc Naturel du Queyras,
e' un posto degno di nata ed i quattro brindano alle nuove conquiste con
uno squisito Bordeaux rosso proveniente dalla stessa cantina del Cuvee
bevuto sul Col de la Bonette. Su proposta del Vezz, si cena a Serre Chevalier
(loc. La Salle les Alpes) in un grazioso locale di nome "Le Refuge" (tel.
92247808) che non si riusciva a trovare a causa delle errate indicazioni
del Vezz (anche lui puo' toppare). Questa volta il menu' e' per raffinati
buongustai, infatti pierre chaude, crepes super complete, charlottes, sidre
e Cuvee Rouge non sono all'ordine di tutti i giorni. Per chi non sapesse,
la "pierre chaudell e' una lastra di pietra bollente che viene posta al
centro del tavolo: dopo alcune semplici operazioni di ingrassaggio eseguite
ad arte dalla cameriera, i commensali dispongono i pezzetti di carne di
maiale, anatra e manzo prelevandoli da un unico contenitore. La mancanza
di porzioni gia' stabilite a priori, ha fatto si' che il ritmo masticatorio
di ciascuno cercava sempre di adeguarsi a chi andava piu' in fretta col
risultato che in breve l'unico piatto di carne si vuoto'. Molto apprezzato
da tutti sia il luogo ameno che il cibo gustato: il locale merita senz'altro
il massimo delle ruotine attribuibili. Foto di rito anche qui, con la sapiente
regia del solito Moiols. Dopo la cena si fa un salto a Briancon (punto
di arrivo della tappa di domani) per lasciare la Duna in paese; attratti
dalle insegne luminose i quattro si esibiscono, chi piu, chi meno, in un'avvincente
partita a bowling ove gia' dai primi tiri emergono i migliori: AldoG che
colleziona tre strickes, mettendo in fila uno dopo l'altro tutti gli altri,
e Pie imbattibile sulle fasce laterali, che pero', a causa di un regolamento
iniquo, non fruttano punti. Per omaggiare AldoG, Gianni seleziona l'ascolto
di un bel videoclip (mooolto bella la musica ... ) dal titolo "La secretaire"
(non si riportano, per semplice pudore, i commenti catturati all'indirizzo
dei soliti italiani che si devono far sempre riconoscere all'estero).
La partenza non e' di buon ora a causa della colazione molto abbondante
(c'era il self service). Il programma della giornata prevede tre pedalatori
all'attacco dell'Izoard con Armando al seguito in automobile perche' dolorante
al fondoschiena (i maligni dicono perche, scoppiato), arrivo a Briancon,
luogo di appuntamento con Trups proveniente dall'operation review, e pernottamento
a La Grave. La valle che porta al passo e' inizialmente molto ampia e verde,
la salita e' costante e in un bel paesaggio montano; a differenza dei giorni
precedenti non si riscontra la presenza dei fastidiosissimi e voracissimi
tafani, in compenso la giornata e' ancora di sole pieno e, percio', assai
calda. Lungo tratto nel bosco con continui tornanti fino a circa tre chilometri
dalla sommita', punto in cui la valle si apre nuovamente presentando imponenti
rocce a picco sulla strada che per qualche centinaio di metri scende. Molto
attivo Armando sia nell'assistenza ai corridori (determinante la borraccia
colma di acqua fresca passata a Pierangelo in piena crisi idrica) che per
le dinamiche riprese fotografiche. Con un irresistibile rush finale, Pie
si scrolla di dosso il Vezz e conquista il colle in quella che e' e sara'
la sua prima vittoria di tappa. A ricordo dell'ennesima impresa sportiva
appena portata a termine, nonche' per far schiattare Trups, i quattro acquistano
una splendida maglietta ricordo. Lungo la discesa si fa sosta al "refuge
Napoleon" per gustare una minestra e un'insalata. I conteggi per la chiusura
della cassa comune prolungano la sosta piu' del dovuto, ed e' solo dopo
lunghe peripezie che i nostri riescono a far quadrare i conti. Si riparte
alla volta di Briancon per il rendez vouz con Giampiero che ha telefonato
di buon mattino in albergo svegliando un Moiols poco reattivo. Discesa
lunga e dolce in mezzo al bosco. Si arriva a Brianson sotto un caldo sole
e prima ancora di giungere alla macchina posteggiata, ci imbattiamo in
Trups gia' in sella alla bicicletta in fase di riscaldamento (erano settimane
che pregustava quel momento). Il tempo di caricare le biciclette sulle
auto e si parte alla volta di La Grav. Lungo la strada la mitica Duna ha
una defaillance: si tronca il cavetto della frizione! Stop di due delle
tre autovettura (il solo Armando non si avvede dell'accaduto) e rapido
consulto: inversione di marcia con ritorno a Brianson per la presenza di
un punto di assistenza FIAT. Gravissima affermazione del meccanico FIAT
che non riconosce il tipo di auto, adducendo come scusa il fatto che in
Francia la Duna non e, commercializzata. Grosso colpo al prestigio ed al
morale dei tanti che hanno sempre lodato tal autovettura ... Costretti
ad adattare una parte di ricambio non sua, la riparazione si rivela assai
laboriosa, ma alla fine si puo' ripartire dopo che l'instancabile Moiols
ha immancabilmente fermato su pellicola fotografica anche quei terribili
momenti. A La Grave avviene la ricongiunzione del gruppo con Armando (andato
via in fuga anche in questa occasione). A questo punto il gruppo si divide
nuovamente: Trups prosegue il suo allenamento facendosi in bici una decina
di chilometri in salita, Aldo e Gianni salgono in auto per andare ad informarsi
presso un albergo da cui si domina la vallata mentre Pie ed Armando trovano
la sistemazione per la notte in un "Logis de Prance", molto carino ed economico.
Arrivo ljust in timel di Paolo Piacentini e di Paola, anche loro alloggiati
nelle camere molto spaziose e confortevoli dell'albergo "La Mejette". Megadoccia
e poi tutti giu' a cenare. I quattro conquistatori della cima dell'Izoard
sotto una felpa tattica indossa hanno la mitica maglietta turchese del
leggendario colle; di fronte alla tavola imbadita solo dopo un segnale
convenuto avviene la contemporanea esibizione del preziosissimo capo di
abbigliamento di inestimabile valore sportivo tra la piu' profonda disperazione
di Trups. Passeggiata serale e lunghe discussioni per organizzare e pianificare
la tappa dell'indomani, dato l'evidente divario tra i veterani del giro
ed i novellini appena giunti.
Per la giornata odierna e per la seguente, il programma prevede un giro
con partenza ed arrivo a La Grave incontrando il Col de la Croix de Fer,
il Col de Telegraphe e il Col du Galibier; tra una salita e l'altra si
prevede di pernottare a St. Michel. Mentre tutti partono in sella alle
proprie biciclette, la Paola porta una macchina a le Bourg d'Oisans, posta
nel punto meno alto del percorso, allo scopo di poter contare su di un
mezzo di locomozione a motore nel caso le gambe non reggessero piu' alla
fatica. Ricomposto il gruppo nel paese appena nominato, ci si avvia tutti
insieme, ma non appena si presenta la salita e' inevitabile il frazionamento
anche dovuto all'improvvisa forte pendenza. La strada che conduce al colle
e' caratterizzata da una lunga salita con la parte iniziale molto impegnativa,
seguita da una improvvisa quanto ripida discesa in cui si perdono 100-200
m di dislivello, da recuperare subito con grande fatica; segue poi un tratto
in lieve salita che costeggia un lago artificiale ed infine un lungo percorso
in costa che prelude l'arrivo al passo. Si mette subito in evidenza il
Trups che, tallonato da Armando, prende la testa; ad una dozzina di chilometri
dal colle, dopo il cambio di pendenza, Giampiero stacca l'umanoide che
viene superato pure da Pie durante una sosta per caricare la borraccia.
Mentre il Trupone e' in solitaria ascesa si accende un duello non dichiarato
tra i suoi inseguitori. A qualche chilometro dalla meta agognata, Armando
vede diminuire costantemente il vantaggio accumulato su Pie in chiaro recupero:
l'implacabile azione conduce al ricongiungimento dei due a meno di un chilometro
dallo scollinamento; dopo qualche scaramuccia, piu' verbale che di effettiva
consistenza pratica, i due coprono il tratto finale senza piu' alcun acuto
(erano entrambi stracotti). Lunga attesa degli altri componenti che a poco
alla volta arrivano tutti, inclusa la Paola data per spacciata vista la
difficolta' del tracciato e Paolo, all'inizio in vena di spacconate (saliva
sui marciapiedi, usava rapporti alla Chiappucci) alla fine distrutto. Si
riparte con Paola vistosamente affaticata malgrado la parte finale del
giro si svolgesse per buona parte in pianura: preoccupati per le condizioni
fisiche dell'unica ragazza del gruppo, i nostri espletavano alcuni tentativi
di trovare un alloggio per la notte, prima del punto programmato; i risultati
negativi costrinsero Paola a dar fondo a tutte le sue energie e, malgrado
anche una caduta senza gravi conseguenze, le prime luci della sera vedono
il gruppo di nuovamente ricomposto in uno scadente hotel alle porte di
St. Michel de Maurienne. Doccia (abbondante), cena (povera), passeggiata
(ridotta), nanna (ricca).
Il primo a partire e' Armando che vuole salire al passo senza l'assillo di avere uno avanti, da andare a prendere, o dietro, da distaccare; gli altri si muovono solo dopo un po' di tempo, con Gianni e Paola in coda. La salita al Col du Telegraphe e' immediata, ma questa prima difficolta' la si puo' paragonare ad un antipasto visto cio' che ci aspettera' dopo! Trups fa la conoscenza con un ciclista francese il quale si sta allenando in vista della gara che fara' la domenica, gara che prevede la partenza da Valloire quindi il Galibier, il Lautaret, l'lzoard e ritorno: oltre 180 km con circa 4000 m di dislivello in tutto da compiere. Il fascino di questa gara avvolge Giampiero che e' fortemente tentato a farla se il Vezz con la Paola accetteranno di fargli assistenza ... Dopo una piccola sosta a Valloire, Trups col francese, Pie, AldoG e Paolo riprendono a salire. La vallata e' molto ampia e spettacolare; salita assai regolare in una calda giornata ancora una volta ricca di fastidiosissimi tafani. Si avvantaggia subito il duo italo-francese sugli altri; ad una quindicina di chilometri dall'arrivo, improvvisamente la strada si inerpica in un susseguirsi di tornanti: e, qui che Trups prende il largo sul francese riuscendo a sostenere con le sue formidabili leve i rapporti della bicicletta da corsa. Quando i chilometri da fare sono ancora circa otto si ha davanti agli occhi un panorama inquietante: una salita lunga regolare che aggira il costone montuoso e poi un ripidissimo tratto proprio sotto il punto in cui dovrebbe trovarsi il passo. Pierangelo, sia per la bellezza che per la stanchezza, resta abbagliato da tale visionea ed ha l'impulso di fermarsi per fare qualche fotografia, ma l'improvvisa vista del francese abbandonato da Trups a portata di bici gli fa cambiare idea e si mette in caccia dello stesso. Il sorpasso e' solo questione di qualche minuto e all'arrivo in cima scambio di complimenti col Trupone in attesa del francese. Nel frattempo passa Armando in automobile il quale, appena giunto a La Grave, ha recuperato la sua macchina per muoversi incontro alla Paola. Lunghissima discesa fino a La Grave molto spettacolare col primo tratto ripidissimo. Pie e Gianpiero arrivano in men-che-non-si-dica a La Grave e prendono immediatamente possesso delle stupende ed economiche camere dell'albergo "La Mejette". Appena si entra in stanza, in occasioni di questo tipo, si fa una bella doccia; il buon Trups, vista la ricchezza della vasca da bagno, e' andato oltre facendosi un rilassante bagno rinfrescandosi, nel contempo, con gli spruzzi della doccetta fissata all'apposito sostegno mobile posto esattamente sopra la sua testa. Piccolo shopping di generi alimentari di rapido consumo (pane, formaggio) che vengono rapidamente mangiati dai tre (nel frattempo si era aggiunto il Moiols); per sopportare meglio lo spuntino si sacrifica una bottiglia di vino francese appartenente alla riserva saggiamente costituita a suo tempo. Gran cuore dei tre che decidono di non aprire l'ultima bottiglia data l'assenza degli altri componenti il gruppo. Arrivo di Armando con la sua auto, il quale intercettato il duo Gianni-Paola sul Col du Telegraphe intenti a prendersi il sole, ha caricato Paola+bici in macchina portandola in cima al Col du Galibier. Nel contempo Gianni riprende Paolo lungo la salita ed insieme giungono al colle da cui buttarsi giu'. Ritorno di Pierangelo in Italia che lascia il gruppo non ancora ricomposto nel pomeriggio, e da qui e' nuovamente il Moiols che racconta ... Si sta per chiudere il sipario anche su questa grande ciclo estiva, per cui si decide di festeggiare con una degna cena l'epilogo: si sceglie un ristorante che e' praticamente un balcone sugli Ecrins, infatti si gode una vista stupenda in un fantastico tramonto. Rompe l'atmosfera (e non solo quella) la cameriera che con insistenza ci chiama dentro per mangiare, mentre l'occhio e la mente vogliono ancora vagare lungo i pendii illuminati dalla luna. Bello il paese, ottimo il panorama, ma assolutamente insufficiente il contenuto ciborio (che non ha nulla a che fare col discorso religioso, bensi, a qualcosa di piu, materiale). Cotti, ma gia' rammentando sotto le coperte i tapponí effettuati, il sonno profondo ci coglie alla Mejette (consigliatissima per eventuali prossimi giri). Buonanotteee ... Sab. 1 agosto - ottavo giorno L'ultimo giorno della ciclo inizia al solito modo con una onesta colazione, poi a questo punto le strade dei vari protagonisti si dividono: Armando e Moiols tornano in Italia, Gianni e Paola decidono di fare (pensando fosse uno sterrato) la strada che porta al Refuge de la Berarde nel cuore del Parc de les Ecrains, mentre Trups, non ancora soddisfatto del numero di chilometri gia' messi in saccoccia, trova nel solo Paolo il compagno per affrontare la mitica salita dell'Alpe D'Huez. I quattro superstiti si trovano nuovamente riuniti la sera. Indovinate dove ? Ma, che diamine, intorno ad un tavolo per la cena naturalmente. Teatro dell'incontro e' il gia, citato "Le Refuge", ove qualche giorno prima aveva visto Gianni con AldoG, Pie ed Armando e questa volta vede ancora il Vezz con Trups, Paolo e la Paola. Inutile dire che anche in questo caso fu grande il successo di critica e di pubblico per la ormai famosa "pierre chaudell, doveroso epilogo di una bella ed intensa giornata. Il viaggio di ritorno verso casa conclude la descrizione delle imprese compiute ancora una volta dai nostri ciclo-eno-gastro-turisti. A risentirci alla prossima uscita: sara, quella invernale ... ?!?
Ciao a tutti, Pierangelo.