I ricordi della "grande guerra"





PREMESSA

Molti dei percorsi descritti si svolgono sulle tracce della grande guerra che ha imperversato sull'altopiano di Asiago.

INTINERARIO

Occorre un buon allenamento per affrontare questi percorsi. Anche se corti e di pochi chilometri, non si devono sottovalutare, si fa' molta salita. Quando partite la mattina, verificate sempre le previsioni del tempo, lasciare detto dove andate al vostro albergatore e ricordatevi di essere sempre prudenti. Un'avventura rimandata puo' essere fatta il giorno dopo. Una disavventura lasciare il segno nel fisico e nello spiritoe fa' passare la voglia di pedalare. Chi scrive si basa su esperienze passate ed un poco annebbiate. Abbiate cura di verificare in loco se qualche strada/sentiero non e' piu' agibile.

Prima tappa : km 46 / dislivello 1104 m / 6 ore

Asiago - Monte Ortigara - Asiago
Seconda tappa : km 81 / dislivello 920 m / 8 ore
Asiago - Bivio Italia - Passo di Vezzena - Cas delle Mandrielle - Ghertele - Asiago
Terza tappa : km 52 / dislivello  850m / 7 ore
Asiago - Gallio - Malga Molina - Rif. Alla Barricata - Foza - Gallio - Asiago
Quarta tappa : km 39 / dislivello 450m / 6 ore
Asiago - Cima del Gallo - Malga di Cima Fonte - Malga Corno - Turcio - Asiago.

I PROTAGONISTI


Pietro - Pier: rimane il riferimento per chi scrive. Sempre preparato ed allenato. Mi ha lasciato indietro di circa mezz'ora durante una tappa del percorso qui proposto. Purtroppo per me', non potro' mai superarlo senza bucargli le gomme.

Ambrogio : sempre piu' gli anni sfilano nella mia vita e rimane solo il ricordo delle avventure passate. Forse e' per questo che sto' scrivendo tutto cio'. Per fermare i ricordi e per lasciare ai posteri tutte le mie avventure. Sono in un momento triste, scusate.

NOTE

Asiago : Centro ideale dei percorsi qui sviluppati. E' il principale e piu' conosciuto dei sette comuni che compongono l'altopiano. Siamo a mille metri di quota. Occorre un minimo d'ambientazione per sfruttare al meglio i percorsi.
Monte Ortigara: Se ne avrete l'occasione cercate presso la cima i vari camminamenti che i vari occupanti hanno fatto. Molto belli e impressionanti le gallerie che si vedono presso il monte durante la terza tappa. La galleria buia e' rischiarata da una luce fioca. La luce fioca si apre su un precipizio scosceso sulla Valsugana. Che fatica deve essere stato bucare la roccia con pala e piccone.
I forti della Grande Guerra : Durante tutti i percorsi sono presenti le vestigia della Grande Guerra. Sono rimasti a futura memoria le costruzioni mastodontiche fatte dai nostri padri. Grandiosa la costruzione presso il passo Vezzena.
Allenamento: Rimane il principale alleato durante le pedalate, soprattutto durante queste che si svolgono tutte sopra i mille metri.


LA CRONACA DEL GIRO

Mercoledi' 28 luglio 1993 - Asiago

Asiago

La ridente cittadina di Asiago si trova a  circa mille metri s.l.m. E' nel centro dell'omonimo altopiano e per questo ideale punto di partenza di percorsi che si svolgono a "petalo". La cittadina offre una vasta possibilita' di alberghi e pensioni ed Io lascio la scelta a voi. La mia sosta si e' svolta in un piccolo e carino albergo vicino al campo di volo. Ricordo simpatiche discussioni con altri vacanzieri appassionati al volo in aliante, madre e figlia i gestori con un ottimo cuoco per la cena serale. Di questa vacanza mi sono rimaste impresse nella memoria le lunghissime salite e i panorami dalle cime dei monti, il bel tempo, la fatica. Durante il giorno del nostro arrivo abbiamo potuto esplorare la cittadina ed i suoi paesi limitrofi. Molto bello aspettare il calare del sole nella piazzetta della chiesa con una bella birra nelle mani.

Giovedi' 29 luglio 1993 - L'Ortigara

Asiago - Monte Ortigara - Asiago

Sveglia presto e un'abbondante colazione (fondamentale per i ciclisti di montagna). Dopo una puntata in paese per comprare i viveri per il giorno si punta verso i monti. Occorre cercare sulla cartina la Val Di Nos che prende quota tra Asiago e Gallio, seguire la strada che si snoda in un bellissimo bosco di pini. Ricercare  la Malga Zingarella per ridiscendere verso il fondo della valle di Galmarara. La stradina a fondo di ciottoli e' stata creata su una grossa parete di roccia, la discesa viene vissuta come un momento di riposo dopo le prime salite. Da questo punto in poi il percorso si svolge in un ambiente spoglio di vegetazione e con pochi rifornimenti di acqua. Arrivati ad un quadrivio si deve scegliere la strada che punta verso i monti, la salita si fa' sempre piu' impegnativa e il panorama sempre piu' spoglio. Tenere la direzione verso Bivio Italia. Qui giunti proseguire verso la cima del Monte Ortigara. Quando si arriva in vista della cima la strada sterrata finisce e bisogna proseguire su un sentiero poco agevole ed a tratti non pedalabile. Dalla cima del Monte Ortigara il panorama e' ampio e puo' spaziare verso la Val Sugana e le altre cime dell'altopiano di Asiago che si aprono a raggiera. La Val Sugana si trova piu' in basso di 1700 metri e lo spettacolo di questa profonda valle e' paragonabile alle Gole del Verdon Francesi. Ora e' il momento di riposare le gambe martoriate dalla notevole salita, dai continui scossoni che le pietre smosse della strada lasciano al "fondo schiena". Dopo esserci riposati e rifocillati noi abbiamo proseguito sul sentiero "839" verso Monte Lozze, Malga Campoluzzo per ritrovarci su una strada sterrata e finalmente pedalabile che congiunge Bivio Italia a Piazza delle Saline. Il percorso in discesa non sto' a descriverlo ma qualsiasi voi scegliate e' veramente in discesa fino ad Asiago. Avete controllato i freni prima di partire? Se non lo avete fatto ci pensera' questa lunga discesa. Occorre comunque fare attenzione alle varie macchine che si affannano in salita visto che la strada e' stretta e aperta ai veicoli. Noi la discesa l'abbiamo affrontata nel primo pomeriggio e le macchine sollevavano un gran polverone. Questo primo giorno permette di verificare la tenuta fisica e i risultati dell'allenamento invernale

Venerdi' 30 luglio 1993 - Sulle strade polverose

Asiago - Bivio Italia - Passo di Vezzena - Cas delle Mandrielle - Ghertele - Asiago

La partenza da Asiago avviene come al solito dopo una abbondante colazione. Visita nei negozi per i rifornimenti della giornata e partenza verso la localita' Bosco sopra Asiago. Seguire la strada sterrata che sale verso il bosco. Sulla cartina e' segnata come sentiero 833 . I pini ci sovrastano ed il bosco si fa' fresco e quasi gelido. Si continua a salire verso monte Rotondo. Continuare sulle strade sterrate ed ad ogni bivio tenere la sinistra. Si raggiunge la valle di Galmarara. continuare in salita verso il quadrivio percorso il giorno precedente. Arrivati, proseguire verso sinistra. La strada spiana e si prosegue abbastanza comodamente abbandonando la salita impervia. Ora il percorso ci porta verso ovest in un bellissimo paesaggio alpino senza perdere o guadagnare quota. Occorre pedalare molto per arrivare sopra il Passo di Vezzena. Poco prima si vedono i resti del Forte Busa Verde, che ne dite di splorarlo?. Arrivati al passo controllate il vostro stato di forma perche' le salite della giornata non sono ancora finite. Attraversare la strada proseguire verso Luserna. Dopo poco lasciare la strada asfaltata e proseguite verso lo sterrato di sinistra, verso Cas. delle Mandrielle. La strada riprende a salire in un ambiente molto verde ma povero di acqua. Qui' su questa salita ci siamo beccati il solito temporale estivo.  Passato l'acquazzone si riprende la salita quando la frescura del temporale ha rimosso il caldo del primo pomeriggio. Arrivati alle poche case del Cas. delle Mandrielle le possibilita' di variazione si aprono. Da qui e' possibile scendere verso valle per ricongiungerci alla strada che da Asiago porta a Lavarone, proseguire in salita ed allungando di molto il percorso verso Monte Verena ed i suoi Forti, oppure proseguire sullo sterrato e ricongiungerci alla strada asfaltata in  localita' Ghertele. Noi abbiamo optato per quest'ultima. arrivati al terzo tornante abbiamo seguito il sentiero che prosegue sul fianco della montagna. Il sentiero sale lentamente verso quota 1300 m. Dalla cima la discesa verso Roana porta un poco di riposo. Arrivati al ponte del fondovalle la salita verso Asiago viene affrontata con i crampi e qualche imprecazione. Niente viene vissuto meglio della doccia che ci premia di questa lunga giornata di fatica.
 

Sabato 31 luglio 1993 - Le caverne dell' Ortigara

Asiago - Gallio - Malga Molina - Rif. Alla Barricata - Foza - Gallio - Asiago

Questa mattina la spesa viene fatta a Gallio, paesino che si incontra sul percorso. Dopo essere tornati un poco indietro dal centro del paese si affronta la ripida salita tra villette e casette. Occorre trovare la strada sterrata che segue il lato orografico di destra della Val di Nos. In questa strada quasi pianeggiante siamo stati raggiunti da due persone che si allenavano a piedi. Alla fine della comoda strada occorre andare a naso e proseguire verso quota 1500 m. in localita' Cra. le Busette. Da queste poche case occorre seguire su un sentiero appena tracciato che scavalca la collina e si congiunge presso Mga. Bosco Secco. Proseguire sempre in salita e muniti di una buona cartina proseguire verso Rif. G. Cecchin. Quando arrivate ad un piazzale ampio cercare sul lato destro il sentiero che si inerpica nel folto della vegetazione. Questo sentiero mette a dura prova il vostro fisico a causa di continui tratti impegnativi. Non abbandonate il sentiero che vi dovrebbe portare verso un insieme di fortificazioni che si aprono sulla Valsugana. Arrivati alle fortificazioni (ma dove sono? direte voi, seguire il sentiero) si prosegue in galleria. Una torcia vi puo' rischiarare il terreno. Le bici si possono anche lasciare all'imbocco ed entrare a piedi. Arrivati in questo ambiente buio dalla luce estiva del sole proseguire verso il piccolo chiarore che si vede difronte a voi. Da qui si ammira uno spettacolo bellissimo. Uno strapiombo verso la Val Sugana. La valle sottostante vi sembrera' vicina se non c'e' foschia. Dopo aver girato al fresco della grotta si puo' cominciare la discesa. Noi abbiamo abbandonato il sentiero appena fatto e siamo scesi verso la valle verde ai piedi del monte dove eravamo. Da questo punto si diramano molte alternative ed una buona cartina vi puo' aiutare nella scelta del percorso. Noi abbiamo incrociato la statale che da Enego porta ad Asiago il localita' Gavelle dopo aver bucato due volte. Il proseguo verso Asiago si svolge senza piu' grossi dislivelli. La doccia della sera lava via tutta la polvere accumulata sui sentieri percorsi durante questa lunga giornata.

Domenica 1 agosto 1993 - La vista sulla pianura

Asiago - Cima del Gallo - Malga di Cima Fonte - Malga Corno -
      Turcio - Asiago

In questa giornata viene esplorato il lato sud dell'altopiano. Noi da Asiago abbiamo percorso sentieri e tratturi fino agli impianti di risalita di M. Kaberlaba. Da qui siamo arrivati a Rif. Boscon (chiuso durante la nostra visita) e poi verso cima del Gallo. Di questo tratto di strada ricordo l' isolamento e il fatto di sentirsi soli in mezzo alla natura (non abbiamo incrociato nessuno, solo poche pecore in un campo). Arrivati alla cima Coppi, abbiamo proseguito costeggiando il fianco dell'altopiano verso M.ga Fonte per arrivare al Rifugio Monte Corno. Da qui', non paghi della giornata abbiamo puntato verso la cima  del Monte Gusella. Da qui ci siamo tuffati in un vallone pieno di felci che ci ispirava e dopo aver perso quota il sentiero che seguivamo e' finito. Nulla di meglio poteva capitare. Armati di coraggio e avendo costatato di essere circondati da strade abbiamo proseguito seguendo il nostro istinto. Dopo aver raggiunto un letto di un torrente in secca lo abbiamo seguito, calando le bici da salti e superando massi abbiamo incrociato la civilta' con il suo frastuono e le sue macchine. Forse abbiamo seguito l'itinerario del sentiero n.886 ma non sono sicuro. Abbiamo girovagato un po' si questa piana coperta da pini e siamo ritornati al nostro albergo.

Ciao, Bobo (Ambrogio)