"ergo"
Come lego la bici da montagna con il Jazz ed il mare di Calvi'
PREMESSA
Questa e' la descrizione di una vacanza che concilia alcuni elementi che a prima vista non sono legati tra loro. Lo spirito di gruppo ci porta a farli convivere splendidamente. Per la prima volta vi e' anche una descrizione fotografica dell' evento che viene riassunta nella foto che segue.
Pausa su barca - foto scattata con morsetto
Voi direte "ma che centra la barca con la MBK?"
La mia risposta e' "Il sollievo che puo' portare il dolce rollare di
una barca accompagnato allo spirito alcolico, porta l'uomo al sonno dopo
una giornata di fatica" (lo zen insegna).
Ricordo ancora quando il Vez si e' addormentato durante una serata JAZZ.
ITINERARIO
Non esiste un vero e proprio itinerario (visto che siamo stanziali a Calvi') ma una breve descrizione dei percorsi fatti e delle note che mi sento di aggiungere.
La prima considerazione che mi sento di fare e' che impropriamente scrivo di questa avventura. In questa vacanza e' presente il narratore ufficiale del gruppo (Pie'). Unico appunto da fare e' che la sua gestazione per lo scritto e' molto lunga. Di conseguenza sono costretto a sostituirlo e, sottomesso al suo giudizio, cerco di descrivere queste nostre avventure.
L' imperativo di questi percorsi e' stato l' urlo:
"Portage"
che il primo del gruppo dava a chi lo seguiva. Questo annunciava che si doveva scendere dalla bici e portarla a spalla. Purtroppo questo urlo ci ha ossessionato per lungo tempo.
PERCORSO
Prima tappa : 59 km / dislivello 400 m / 4 ore
Novella - I'lle Rousse - CalviSeconda tappa : 78 km / dislivello 1153 m / 7 ore (con soste)
Calvi' - Strada costiera verso Galeria - Ponte sul Fangiu - Bocca di Bonassa - Foresta di Bonifatu - Calvi'Terza tappa : 68 km / dislivello 828 m / 6 ore
Calvi' - Ponte sul Figarella - Sentiero Mare Monti - Calenzara - Zilia - Montemaggiore - Calvi'Quarta tappa : 70 km / dislivello 610 m / 4 ore
Calvi - aeroport de Calvi - Bocca di Marsolinu - Bocca Bassa - spiaggia Ferraiola - Calvi'
Pie': Scrittore e relatore ufficiale del gruppo al quale io mi sono impropriamente sostituito. Sembra che la gestazione di questo scritto debba andare per le lunghe a causa della perenne mancanza di tempo . Il mio suggerimento e': "non esiste il solo lavoro" (potrebbe servire anche a me').
PS: Queste note le avevo scritte quando ho cercato di sopperire ad una mancanza. Ora lo scritto di Pie ha visto la luce e questo mio fa da umile supporto al vero racconto che potete trovare qui '.AldoG': insegnante ufficiale del gruppo. Ha una lunga militanza e deve la sua esperienza ad un periodo di tempo vissuto negli USA. Ha una lunga esperienza con il mezzo a locomozione umana. Ogni sera si e' sforzato di insegnare i trucchi ai due nuovi elementi del gruppo. Molto utile il suo vocabolario per conoscere ed identificare tutti gli aspetti del pedalare. Per capire meglio guardate nel report di Pie'
Lorenzo: prima esperienza con il gruppo CEGT. Ha sempre dimostrato, con al sua freschezza atletica, di essere molto portato ai percorsi con la bici da montagna. Purtroppo con sua potenza fisica ha guastato il mezzo meccanico in un momento cruciale.
Carlo: anche lui alla prima esperienza con il gruppo e con la MBK. Tipo tranquillo e posato. E' stato sottoposto ad un "toor de force". E' stato svezzato con dei percorsi di pochi chilometri ma duri fisicamente. Niente puo' ora fargli pura.
Ambrooooos: che vi scrive le sue impressioni
e le sue personali note sui Percorsi, Personaggi, Paesaggi (P al cubo e
non al quadrato [ndr. chi deve capire ha gia' capito]) di questa ciclo.
JAZZ: quello sentito a scrocco (abbiamo pagato solo una sera) nelle viuzze e al porto di Calvi'. Bello e affascinante se chi suona e' bravo. Spettacolare stare sul mare e sentire della bella musica.Portage: assoluto ed incontrastato grido di dolore che ogni tanto i primi della fila erano costretti ad urlare. Questo solo per avvisare i ritardatari che bisognava scendere dalla bici e procedere a piedi. Il tutto dovuto a svariati motivi. Single track estremi, gradoni, spine ... Purtroppo per noi molte e molte volte abbiamo sentito questo urlo durante i percorsi.
Spine: devono essere menzionate a causa delle strisciate che ci hanno lasciato sulle gambe. Sono state le vere portagoniste dei percorsi solo dopo il "portage".
Letizia Casta': deve essere menzionata in quanto noi siamo stati sul fiume a fare il bagno alcuni giorni prima (o dopo) che ci venisse lei. Se avessimo saputo del suo arrivo su quel fiume non so' come sarebbe andata a finire. Puo' essere che uno di noi facesse casa in Corsica. Purtroppo si e' saputo che la doce ragazza era in zona solo dopo il nostro ritorno in Italia.
Vento: e' stato un bel problema su alcuni percorsi, e, purtroppo per noi, sempre contrario. Il primo giorno ci e' costata molta fatica arrivare a Calvi'
Si arriva a Bastia nel primo pomeriggio. Rapido percorso lungo la citta' verso la stazione del caratteristico trenino Corso. Acquisto dei biglietti (ci vogliono un sacco di soldi), ci si cambia e si salutano Gianni e Carlo che scattano (con la macchina di appoggio) verso Calvi' per prenotare un appartamento per questa vacanza. Dopo pochi minuti accade il primo fattaccio. I biglietti appena acquistati sono stati lasciati tra i vestiti caricati in macchina. Dopo una rapida trattativa con i ferrovieri Corsi ci si accorda; i biglietti vengono consegnti alla stazione di Ile Rousse dal Vezz mentre noi partiamo sul treno. Dopo aver contattato con i nuovi mezzi tecnologici (telefonino) il Vezz, lo si aggiora della nostra prima disavventura e sulla consegna dei biglietti del treno. Caricate le bici e sistemati nel secondo e ultimo vagone del treno si parte. La visione della Corsica da questo trenino e' molto, molto suggestiva. Senza fatica si arriva a Ponte Leccia (Point Genois), il treno si ferma per caricare acqua per raffreddare la motrice. Controllando la cartina ci accordiamo con il macchinista / bigiettatio / Ufficio Turistico di scendere alla stazione di Novella. Arrivati alla stazione scendiamo e ci accorgiemo che il paese e poco piu' in basso. Ripartito il treno rimane solo il silenzio. Dopo qualche attimo di orientamento ci tuffiamo verso il paesino e attraversatolo si punta diretti verso la litoranea. Bellissima la planata che i "giovani" ciclisti fanno verso il mare. Purtroppo arrivati sulla strada costiera ci accoglie un fastidioso vento contrario. Con coraggio ci si mette a "trenino" e si cerca di arrivare a Calvi'. Durante l'ultimo dosso incontriamo Vez e Carlo che ci sono venuti incontro. Arrivati nel "lussuoso" appartamento trovato dai fidi amici, ci si rilassa e si ha modo di gustare la prima doccia. Dopo cena si prende confidenza con la musica ascoltandola a sbaffo dai torrioni della citta' vecchia. Il sonno ci riporta verso "casa" e il letto ci "accoglie" a braccia aperte. La prima giornata e' conclusa.
Domenica
Giornata spesa nel recupero delle forze usate per contrastare il vento del giorno prima. Si va' verso la punta della Revellata sperando in un buon posto per fare il bagno e per prendere il sole. Sicuramnte dove non ci sia il vento che anche oggi ci perseguita. Durante la discesa verso una bellissima caletta il Moiols da lezioni pratiche di come bisogna cadere e del perche' bisogna portare il casco. Per fortuna la caduta non lascia grossi segni sul fisico del Moiols. Non cosi' si puo' dire del suo casco. Arrivati nella caletta tutti si precipitano in acqua per una rinfrescante bagno. Ci si rilassa e si programmano i percorsi della settimana. Si consulta la cartina per pianificare il percorso dell'indomani. Si concorda per un bellissimo percorso (a detta di un libricino francese) che porta verso la "Bocca di Bonassa". La definizione che fa' il libricino non e molto veritriera ma putroppo e' stata verificata solo all'indomani. La sera ci coglie in un'altra caletta a mollo. Una cena abbondante nel nostro appartamento e uscita per sentire il Jazz sulle rive del porto di Calvi'.
Lunedi'
Sveglia presto la mattina e colazione abbondante. Si parte. La mattina il bel freso ci prepara al caldo della giornata. Lungo la costa un gruppo di ciclisti francesi ci affinaca e ci supera. Stupiti ci guardiamo e inizziamo la rincorsa. Loro hanno delle bici da strada mentre noi le grosse mountainbike. Pie e Lorenzo scattano e ci distanziano. Io ho bisogno di piu' tempo per recuperare e quando comincio la rincorsa devo sudare le fatidiche sette camicie per ritornare sui primi francesi. Sorpassati questi ultimi mi metto alla rincorsa dei miei compagni che ancora non ho incontrato. Dopo qualche chilometro di pedalata solitaria mi sorge il dubbio del solito scherzone. Arrivato in prossimita' del bivio verso le montagne mi fermo e aspetto. Dopo cinque minuti buoni tutto il gruppo arriva compatto. Mi spiegano che si sono formati poco dopo aver superato i francesi. Purtroppo per me' questo e' solo il primo impatto alla mia volonta' di misurare le capacita' del pedalare. Imbocchiamo la strada verso il ponte di Tuvarelli. Troviamo qualche difficolta' nell'individuare il ponte giusto. Chiediamo in un piccolo campeggio la strada verso la "Bocca di Bonassa". Imboccata ci accorgiomo subito che e' molto impegnativa e ci costringe a proseguire a piedi per alcuni tratti. Qualcuno di noi comincia ad omaggiare i nostri "amici" francesi pronunciando "PORTAGE". Tutti immediatamente capiscono il senso e la durezza della parola pronunciata dal primo del gruppo. La salita e' veramente dura e i tratti pedalabili sono pochi. Potrei dire che la meta' del percorso viene fatto con la bici a spinta o in spalla. Tutti sono molto stanchi e l'arrivo ad un colle ci rinquora. Presto capiamo che non siamo ancora arrivati in cima. Infatti guardando attraverso le piante intuiamo il tratto che ancora ci aspetta. Si mangia (finisco tutte le mie riserve alimentari) e si riprende la salita. Il resto del percorso, per quanto mi riguarda, viene affrontato "in apnea" e nessuno ha voglia di parlare o di protestare. L'arrivo al colle avviene nel modo piu' personale possibile. Qualcuno deve essere tirato di peso sul colle. Durante il riposo dopo la fatica siamo raggiunti dall'altro versante da altri escursionisti francesi. Ci guardano stupiti e cercano l'elicottero che ci ha portati sulla cima. La foto che segue non riporta gli stati d'animo delle persone che sono raffigurate e niente puo' descrivere la fatica che ognuno ha in corpo.
Calma dopo la tempesta
La discesa ci permette di recuperare un poco le forze. Un assalto ad un piatto di spaghetti che ci siamo fatti appena ritornati a "casa" riporta un poco di allegria nel gruppo. La sera ritorniamo al porto per sentire della buona musica suonata un gruppo francese. Incredibile la vitalita' del vecchietto che suona la chitarra. Quando tutto finisce ci si accorge che alcuni di noi (non dico chi) si sono addormentato sulla scomoda seggiolina. Il sonno riporta tutte le cose a posto.
Martedi'
Ci si rilassa dalle fatiche del giorno prima concedendoci una bella giornata di mare. La spiaggia che da Calvi' prosegue verso Ile Rousse ci accoglie e ci rilassa. Non riesco neanche a fare un bagno decente tanto sono stanco. Si pranza in un ristorante poco lontano e nel pomeriggio si programma per l'indomani. Guardando sulla cartina decidiamo di percorrere un sentiero che avevamo notato durante la discesa dal "Colle della Bonassa".
Mercoledi'
Si imbocca la strada dell'aereoporto. Raggiunta una deviazione si procede per il sentiero che attraversa subito il fiume su un ponticello. Il sentiero comincia benissimo. Largo, pedalabile senza fatica, sembra che tutto proceda per il meglio ma anche oggi la nostra inesperienza dei percorsi ci aspetta pochi chilometri piu' avanti. Incontriamo un gruppo di escursionisti a piedi che stanno scendento dalla montagna che ci guardano stranamente. Poco dopo imbocchiamo un sentierino circondato da rovi e spine che non ci permettono di pedalare. Il calvario prosegue incontrastato e la bici ci serve per spostare le spine che ostacolano il nostro cammino. Di pedalare neanche se ne parla. Solo dopo aver raggiunto il colle che sovrasta il paesino di "Calenzana" si comincia a pensare di salire di nuovo in sella. La discesa e' molto impegnativa e Lorenzo buca, subito seguito da Pie'. Rientrati nella civilta' dove le strade sono pedalabili (ed anche asfaltate) si controllano le gambe per rimuovere le spine che vi ci sono conficcate. Non vi dico il dolore durante il bagno serale provocato dalle ferite aperte.
Giovedi
Giornata rilassata di pedalata solo dove si e' sicuri del risultato. In poche parole siamo stati solo su strade asfaltate. Bella la salita verso Bocca di Marsoliu anche se le macchine ci sbuffano contro tutti i loro fumi. Ritorniamo nella zona del Ponte di Tuvarelli e facciamo unn bel bagno nel fiume fresco. Nel pomeriggio si prosegue nerso il mare. Niente da dire sulla spiaggia di Ferraiola se non il fatto che io mi sono trovato ad avere una "fame da orbi" (da non vederci) e ho dovuto farmi un bel chilometro di camminata a piedi sulla spiaggia per trovare un ristorantino dove mi sono mangiato due panini al prosciuto corso. Buonissimo sopratutto se si ha una gran fame. Un bel bagno e di nuovo lungo la costa verso Calvi'.
Venerdi
Si smobilita e dopo un piccolo problema con la padrona di casa sullo stato della pulizia dell'appartamento si pedala verso Ile Rousse o Nonza. Non abbiamo ancora deciso dove fermarci al sera. La macchina ci da' sicurezza e presto deviamo verso il deserto. Oggi il veno non soffia piu' come i giorni scorsi anche perche' soffia nella stessa nostra direzione. Come al solito il caldo ci opprime. Primo problema meccanico alle bici. Pie' perde la ruotina del cambio e solo la fortuna ci aiuta nel ritrovare tutti i pezzi. Rimontata si procede lentamente verso Ile Rousse. La spettacolare discesa verso Ile Rousse ci culla e ci aiuta a procedere senza fatica. La siaggia subito a sinistra ci permette di fare un bagno rinfrescante. Unica nota il non perfetto stato dell'acqua. Un po' sporca. Si da' fondo a tutti i rimasugli del cibo che si e' portato da Calvi' (con la macchina) e si procede lentamente verso Nonza. Il tratto di costa che ci aspetta e' spettacolare e bellissimo. Ritengo che sia uno di quelli piu' belli della Corsica; forse perche' sempre affrontato nelle migliori condizioni. Ricordo che anche due anni prima e' stato spettacolare. Con calma e senza sprecare troppe energie si raggiunge Nonza solo verso sera. La macchina scattata avanti ci ha gia' trovato un posto dove dormire e mangiare. E' fondamentale per il ciclista dormire e mangiare bene. Chiunque abbia fatto dei percorsi simili si rende conto quanto sia importante mangiare e dormire perfettamente. Nonza i questo e' stata superba. Bellissima la vista che si e' avuto dalla nostra stanza durante il tramonto. Abbiamo avuto la fortuna di avere un balcone sul mare. Dopo una doccia tutti a pranzo. Dopo cena un giretto a piedi verso il castello. Una digestiva scalata per gli scalini che portano alla torre e' quello che ci vuole, poi, tutti a letto.
Sabato
Ultimo giorno. Partenza abbastanza presto e si prosegue seguendo la costa del dito Corso. Decidiamo di scalare il "Col de S.te Lucia". La salita e' subito entusiasmante e dopo diversi scatti e contro scatti quasi arrivati in cima vediamo Lorenzo fermo. Dopo l'ennesimo scatto era avanti a tutti noi. Arrivati nei pressi ci accorgiamo che la sua bici ha un problema abbastanza grave. Tutte le sferette del mozzo posteriore si sono perse. Rapida telefonata "all'autista" del mezzo di soccorso(!) per farlo tornare e molliamo il malcapitato. Ci fiondiamo verso il fondovalle e il mare. Nel primo paese incontrato durante la discesa e' in corso una festa paesana. Tutte le macchine non possono passare. Procediamo verso la costa e incontriamo la macchina di appoggio che sta' salendo verso il colle. Comunichiamo la deviazione che dovra' fare senza sapere che questa e' di circa 20/25Km. Dopo una rinfrescante sosta in un bar lungo la via raggiungiamo Bastia per prodecere all'imbarco che ci riportera' in Italia. Anche questa avventura e' ormai felicemente conclusa. Alla prossima.
Saluti Ambrogio