Prima tappa : Avvicinamento
Auto fino a Limonetto
Limonetto (1294) - Colle di Tenda (1871) - Col della Boaria (2102) - Colle del Lago dei Signori - Passo Tanarello - Passo Collardente (1600) - Rifugio Monte Grai (1920) - Colla Melosa (1540)
Colla Melosa (1540) - Pigna - Isolabona - Rocchetta - Rifugio AltaVia (560m)
Rifugio Alta Via - Dolceacqua - Camporosso - Ventimiglia - Mentone - Ventimiglia - Ciaixe - Rifugio Alta Via
Rifugio Alta Via - Ciaixe - Ventimiglia - Bordighera - San Remo - Bordighera - Camporosso - Ciaixe - Rifugio Alta Via
Rifugio Alta Via - Ciaixe - Airole - S.Michele - Breil sur Roya - Fontan - S.t Dalmas de Tende - Tende - Limone - Limonetto
Ritorno a casa acciaccato
Ambrogio : E' il tizio che scrive e che
cerca di diffondere la cultura del pedalare in armonia con se stessi e
con l'ambiente circostante. Ha iniziato a pedalare in MBK dal 89 con una
epica scalata (2000m di dislivello) con una pesantissima (15kg) bici di
prima produzione. Robusta e comoda di questa bici mi e' rimasto il colore
addosso. Rossa Ferrari. Nonostante non sia piu' giovinetto continua imperterrito
a spingere su una gamba e poi sull'altra.
Dolceacqua: Paesino a nord di Ventimiglia. Molto bello e pittoresco. E' sicuramente da visitare e rimarra' nella memoria per lungo tempo.
Il viaggio in macchina viene svolto con la nuova fuoriserie per verificare
l'omologazione 2+2. Due persone piu' due bici all' interno dell'abitacolo.
Se si monta il portapacchi si consuma di piu' ed essendo un minimo ecologista
penso che se le bici e i bagagli stanno dentro l'aerodinamica ci guadagna.
Tutto bene e grazie all'aria condizionata arriviamo freschi e riposati.
Dopo aver montato le bici procediamo nella ricerca di un posto per il pernottamento
della sera. Ci sono molte alternative che vanno valutate sia per il periodo
che per la completezza del servizio. Lascio a voi la scelta del giaciglio
di vostro gradimento. Sappiate solo che all'indomani bisogna partire almeno
alle sette della mattina a causa, sia dei chilometri da percorrere, sia
per la difficolta' che si incontrano.
Tappa molto bella, da vivere intensamente e a contatto con la natura. Prima di partire accertatevi delle condizioni meteo e nel dubbio non partite. Una volta abbandonato Limonetto incontrate pochi casolari e solo due fontanelle di acqua poco pulita. Un improvviso temporale vi puo' creare qualche problema. Noi, fortunati, siamo andati tutta strada con un sole stupendo.
Abbandonato Limonetto si prosegue in discesa verso il traforo di confine. Giunti in vista della dogana abbandonate la strada e proseguite verso il passo. La strada parte dolcemente e raggiunge quota 1908m. Quando si giunge in vista del passo si puo' fare visita al forte. Non dilungatevi troppo e procedete verso sinistra, verso il Col della Boaria (2102m). La strada completamente sterrata prosegue per un breve tratto di fianco gli impianti di risalita di Limone Piemonte. Dopo il Colle della Boaria si incrocia una baracca di pastori dove cercando in zona si puo' trovare dell'acqua (purtroppo non ben segnalata e dalla portata veramente minima). Se ci sono i pastori si puo' acquistare del formaggio stagionato da consumare in seguito. Noi la baracca l'abbiamo trovata chiusa e sprangata.
Dopo molti dossi si arriva in vista del Rifugio Barbera. Lo troviamo occupato e aperto ma non ci fermiamo. Ci potrebbe essere dell'acqua ma la verifica non l'abbiamo fatta. Per arrivarci occorre abbandonare la strada sterrata e proseguire verso il rifugio che si trova un po' piu' alto.
Incontriamo una mandria di mucche che si stanno trasferendo tra alpeggi.
Tutti e due i gruppi (noi e loro) si fermano e si osservano. Decidiamo
che la precedenza e' loro e percorriamo, non senza fatica, il dirupo che
ci sovrasta. Ci vengono in contro e in fila indiana passano. Mi e' rimasto
impresso come ci svolgevano gli sguardi e come procedevano lentamente sul
ciglio della strada.
Dopo una buona mezz'ora di processione si chiude la carovana con un
gruppo di pastori con i cani.
Passata l' esperienza con le mucche si prosegue e ci si trova in un
bellissimo bosco di pini. Finito, i ricordi si aprono e vicino ad una casa
occorre affrontare una bellissima salita che ci porta al passo del Tanarello
(2042m). La strada che seguiamo passa sul versante francese della montagna
e peggiora notevolmente. Pietro e' in difficolta' con il portapacchi. La
riparazione viene fatta con mezzi di fortuna (legno, corde, elastici).
Si prosegue piu' lentamente e si ritrova una strada decente al passo del
Colle Ardente. Qui si riprende il lato italiano della montagna. La strada
si dirama in molti sentieri e diventa problematico spiegare quale tenere.
Occorre solo sapere che non bisogna scendere di quota se non dopo aver
avvistato il lago con il rifugio. Questo punto e' quasi al rifugio Grai
(1920m). La discesa e' la prima vera discesa impegnativa che si affronta
dalla mattina. Non vi sto' a descrivere il rifugio (a me' e' sempre apparso
bellissimo, comodissimo ecc.) ma vi garantisco che durante la notte non
sentirete nessun rumore. La cena ci coglie preparati e nulla viene riportato
in cucina oltre ai piatti di coccio.
Tappa di relax dovuta alle fatiche del giorno prima. A dire il vero
mi sarebbe piaciuto ripercorrere il sentiero in alta quota senza scendere
a valle per la strada asfaltata ma il tempo al mattino e le mie non perfette
condizioni fisiche ci hanno fatto procedere per la strada piu' comoda.
Bello il percorso vicino al lago durante la discesa. Sarebbe meglio non
affrontarlo la mattina molto presto (come abbiamo fatto noi) per via della
temperatura che per giugno ci e' sembrata molto rigida. In basso alla valle
abbiamo sudato un poco ma seguendo le indicazioni del' agriturismo Alta
Via ci riportiamo in quota (circa 500m). Dopo la fatica del giorno prima
ci spetta una abbondante cena e una sonora dormita.
Abbandonati i bagagli piu' pesanti ci tuffiamo nella discesa verso Dolceacqua.
Il Paesino e' proprio da visitare vuoi perche' in bici lo si puo' girare
tutto (con un po' di fatica) vuoi perche' e' proprio bello e caratteristico.
Le viuzze strette che si aprono tra le case non sono molto piane e i gradini
che bisogna affrontare sono molti.
Non vi sto' a descrivere la costa verso Mentone e neanche del
bagno che abbiamo fatto sappiate solo che il ritorno verso il Rifugio (che
di rifugio non ha molto) e' da fare assolutamente dalla parte di Ciaixe
per ammirare il bel paesaggio della valle sottostante arrivati sulla strada
alta.
Rifacciamo la discesa con altro bagno verso San Remo. Niente di significativo
da descrivere se non del temporale che ci coglie sulla salita di ritorno
verso il Rifugio Alta Via. Fa sempre piacere essere rinfrescati e lavati
dopo una giornata di mare da un poderoso acquazzone.
Dopo le giornate al mare e tonificati dai bagni ci svegliamo di mattina
presto con l'intenzione di prendere il sentiero che da Sant Dalmas De Tende
sale verso una strada sterrata che ci permette di arrivare al Col De Tende.
L' aria fresca del mattino ci tonifica i muscoli ma alcune mie articolazioni
sono ancora addormentate. Non bado ai continui lamenti del ginocchio ma
tengo duro e pedalo.
La strada nella valle e' molto bella e i paesi sono arroccati su ogni
sperone di roccia che si incontra. Decidiamo di comprare della frutta a
Airole e la salita che porta al centro del paese e' fatale. Un doloroso
spillo mi si e' infilato nel ginocchio e non mi molla. Dopo aver divorato
un grappolo da un "chilo" di uva ridiscendiamo e riprendiamo la strada
che in dolce salita ci riporta verso S. Dalmas. Ad ogni chilometro il dolore
aumenta. Provo a scendere dalla bicicletta a camminare e ... il dolore
scompare. Provo a simulare la pedalata e lo spillo e' ancora li'. Dopo
alcune ore (la velocita' di punta era di 5/6 Km ora) arriviamo a S. Dalmas.
Cerco la stazione e aspetto il treno che mi riportera' in Italia a Limone
Piemonte. Il treno arriva e il mio compagno mi abbandona per affrontare
da solo la salita al Col De Tende sulla vecchia strada asfaltata. Arrivato
a Limone Piemonte mi aspettano ancora circa 5 Km di dura salita per
arrivare alla macchina. Sono stati i piu' duri. Il rientro mesto e triste
viene svolto dopo una poderosa dose di ghiaccio chiesta ad un bar.
Ciao, Bobo (Ambrogio)