Corsica - Le montagne e il Sud - 2000

Il naturale pensiero di questa ciclo e': "I chilometri percorsi si accumulano ma la vetta e' sempre piu' lontana, come mai?".
Questo percorso e' adatto a biciclette attrezzate per strade asfaltate.

IL PERCORSO

L' itinerario, naturale proseguo del percorso del 1999, si caratterizza per aver esplorato la parte Sud della bella isola. Il percorso si caratterizza da un alternarsi di mare e montagna, di fresco e caldo, di salite e rettilinei lunghissimi, che solo in Corsica si puo' fare.

Prima tappa : Traghetto

Savona - Bastia
Seconda tappa : km 105 / dislivello 509m / 7 ore
Bastia  - Ponte Leccia - Corte - Valle della Restonica - Corte
Terza tappa : km 87 / dislivello 654 m /  5 ore
Corte - Porticcio
Quarta tappa : km 119 / dislivello 491 m /  7 ore
Porticcio - Pianotolli-Caldarello
Quinta tappa : km 101 / dislivello 991 m /  7 ore

                            Pianotolli-Caldarello - Bonifacio - Golfo di santa Giulia - Porto Vecchio - l'Ospedale - Zonza

Sesta tappa : km 76 / dislivello  315 m /  4 ore

Zonza - Col de Bavella - Solenzara - Ghisonaccia - Aleria (Caterragio)
Settima tappa : km 73 / dislivello 50 m /  3 ore
Aleria (Caterragio) - Bastia
Settima tappa : Traghetto
Bastia - Savona (Livorno)

I PROTAGONISTI

Pietro - Pier : non e' stato cosi' imponente nelle sue progressioni e alcune volte ha subito anche l'onta della sconfitta. Gli anni avanzano per tutti. Unico momento di clamorosa defaians una sera dopo cena.

Fabio - Prestinee :  e' stato tranquillo per tutta la durata del giro. Senza strafare, senza pretendere d?essere primo, ma perennemente in sella a pedalare (era preoccupato per il suo ginocchio appena operato).

Ambrogio : ha pianificato meglio gli allenamenti e non ha accusato i problemi fisici dello scorso anno. Fondamentale e' stato comprare dei battistrada lisci per la propria bici.

Spidy : ciclista costante e perseverante. Niente e nessuno puo' preoccupare questo moderno ciclista. Spericolato ma calcolatore si e' lanciato su ogni discesa ed ha scalato ogni vetta con spirito combattivo. Originale l'elaborazione del portapacchi per portare comodamente lo zaino.

Flavio : e' il navigatore del gruppo, ha pianificato le tappe, le visite, i bagni, i percorsi, le soste. Ha dovuto modificare il percorso quando tutto il gruppo ha segnalato la volonta' di riposarsi al mare.

Osvaldo : ha dato battaglia su ogni colle (anche qualche cavalcavia). Ha inferto ad ogni elemento del gruppo la propria potenza in salita.

Mario : nuovo elemento che si e' aggregato al gruppo quest'anno. Non ha mai dichiarato stanchezza o sofferenza. Da segnalare anche che si e' integrato nello spirito francese concedendosi, alla fine delle tappe, un Pastis.

Carlo (Carletto) : anche lui nuovo del gruppo, ha aggiunto al suo bagaglio personale d'esperienze anche questo percorso. Unico problema da segnalare un contatto con l'asfalto causato dal brecciolino eternamente presente sulle strade Corse.
 
 

NOTE

  Station prehistorique de Filitosa : punto turistico toccato piu' per mangiare che per visitare il sito archeologico. Il  percorso archeologico si e' svolto al sole dell'una. Unico refrigerio al caldo soffocante le piante presenti. Da vedere; il grosso e millenario ulivo; i freschi buchi nelle case dei nostri progenitori; un bel ghiacciolo alla fine del giro!!!. Il costo del biglietto per il sito preistorico e' di  22FF  (circa 6500L)

Valle della restonica : questa volta e' stata esplorata con il mezzo di locomozione piu' ecologico della terra. La bicicletta. E' importante non contaminare luoghi cosi' belli e suggestivi con il rombo dei motori. (Qui si aprirebbe una discussione sul fatto che alcune persone senza la macchina non possano vedere questi luoghi, ma non e' il motivo di questo scritto).

Bistecche : quest' anno il piatto piu' richiesto e' stata la carne. Alimento energetico e fondamentale e' stato gustato in alcune sue varianti. Determinante l' apporto energetico dato da questo elemento. Scusate ma non sono vegetariano.

Cambio : la moneta  e' il Franco Francese che con il cambio bloccato vale circa 295 L. Attenzione che ai posti dove fare il cambio. Se avete una carta bancomant abilitata all'estero, e' come essere in Italia; banca, tessera, codice ed il prelievo e fatto. Note: Sui traghetti con bandiera italiani non esiste l' ufficio cambio, mentre su quelli francesi si'.

Pesce : personalmente gustato una sola volta ma chiedendo una bella Orata. Peccato che il cuoco avesse fretta e ce la porto' in tavola non ancora cotta.

Navi veloci : abbiamo preso le nuove navi veloci della "Corsica Ferries" e in poco piu' di tre ore siamo sbarcati in Italia. Molto comoda e bella la sistemazione del ponte passeggeri. Sembra di essere su un grosso aereo (circa 20 posti per fila) con dei monitor fissati sul soffitto da dove si e potuto gustare un film per ragazzi. Per l'audio occorreva comprare le cuffiette.

Costi : i costi non sono variati rispetto l'anno scorso e sono del tutto simili a quelli italiani.

Fiumi Corsi : sono stati molto apprezzati quando il gruppo era accaldato e sudato. Elemento perfetto di refrigerio e di sosta anche se non sempre perfettamente e comodamente raggiungibili. Vecchi ricordi sono affiorati nella mia mente quando ho rivisto basso nella valle il Vecchio. Fiume disceso in canoa quando si era un poco piu' giovane.
 

LA CRONACA DEL GIRO

 

Domenica 25 maggio 2000 - L' arrivo in Corsica

Savona - Bastia

L' abbandono del continente con una grande nave e' fatto di corsa. La nave e' gia' presente nel porto e le operazioni di carico gia' iniziate. Si compie velocemente il rito della divisione dei pacchetti di sale ed energetico e ci si imbarca. Si prende possesso delle cabine e ci si ritrova nel bar di poppa. Si degustano delle bevande ed a nanna. Presto ci si accorge che la nave scricchiola per il mare agitato. Il lento ma continuo movimento tiene svegli i componenti del gruppo. Solo a tarda notte qualche elemento cade nel sonno ristoratore. La sveglia e la colazione e' svolta quando la parte nord della Corsica e' in vista ("Il dito", chiudere la mano a pugno, volgere il dorso verso chi vi parla, ed estendete l' indice. Guardate bene e vedrete il profilo nord della Corsica.
 

Lunedi 26 maggio 2000 - Il freddo della Valle della Restonica

Bastia - Corte -  la valle dolomitica della Corsica Centrale

Per lo sbarco si deve attendere che i mezzi davanti a noi escano dalla pancia della nave. Intanto noi poveri ciclisti subiamo il caldo e i gas di scarico dei motori. Raggiunto l' esterno ci si ferma per la sistemazione dei bagagli. Si affronta il traffico caotico della citta' Corsa. Per uscire dalla citta' noi abbiamo affrontato il lungo tunnel con i classici lampeggianti rossi posteriori. Io consiglio di perdere un po' piu' di tempo  ma di affrontare la salita che scavalca il colle. I polmoni non respirano i residui delle centinaia di macchine che si affannano nel tunnel. Si segue la via piu' diretta per puntare verso la citta' di Corte. Si percorrono lunghi rettilinei dove il traffico del lunedi' mattina si riversa. Niente da segnalare fino alla deviazione verso Corte. Da questo punto le macchine si diradano e si entra tra le montagne. la salita non e' mai importante. Si pedala immersi nei propri pensieri e si gode finalmente delle bellezze della Corsica. La salita costante ci permette di arrivare agevolmente a Ponte Leccia. Qui ci si ferma per consumare un breve spuntino a base di barrette e frutta. Si prosegue verso Corte e dopo alcune rettilinei ci si imbatte nelle prime salite. Il carico dei bagagli si fa' sentire. Si arriva al "Collo di San Quilico" massima altezza per questa prima mattinata Corsa. Un dolce declivio ci porta a Corte. Qui', dopo uno spuntino ad un caratteristico ristorante e dopo aver depositato i bagagli nell' alloggio trovato per la sera si parte nella scoperta della Valle della Restonica. L' ingresso della valle si trova poco dopo il ponte sul Tavignano. Si parte attrezzati contro l'acqua in quanto verso i monti si intravedono nubi minacciose. Subito il vento ci fa' compagnia e purtroppo per noi scende dalle montagne. La salita e' affrontata in maniera lenta e svogliata; si deve digerire il pranzo di mezzodi'. Lo spettacolo che si puo' ammirare in questa valle riporta alle cime delle nostre alpi. Qui in questa valle si vive e si pedala dimenticando si essere su una grande isola del mediterraneo. Le pozze di acqua del fiume sono perfette per un bagno rinfrescante ma noi siamo impegnati in salita. Si fanno dei gruppetti ed io mi ritrovo solo. Quando la valle lascia la parte destra e  si inoltra sul lato sinistro le pendenze si fanno maggiori. Un vento gelido scende dalle cime delle montagne, il sole e' coperto da nuvoloni minacciosi ed il freddo si fa' sentire. Mi fermo per coprirmi nonostante la salita sia molto dura ed il vento asciughi ogni goccia di sudore. Una maglia pesante messa prudentemente nei bagagli alla partenza è sfruttata e con l'apporto di un k-way che ripara dal vento, si arriva al paesino alla fine della strada. A questo punto ci si puo' rifocillare (e scaldare) al rifugio posto sul piazzale dove partono i sentieri per l'alta valle. Penso che senza bagagli qualche tratto del sentiero principale siano percorribili in montain-bike. La discesa con il vento alle spalle e' affrontata molto velocemente. Una doccia in hotel ci ripaga e ci prepara per la prima sera in Corsica. Da vedere a Corte il rudere della torre o castello, raggiungibile dalla piazzetta principale tramite una scalinata e tutto il vecchio borgo.
 

Martedi' 27 giugno 2000 - La scalata al "col de Vizzavona"

Corte - Porticcio

La sveglia e' molto presto. Colazione alla buona in un bar e partenza verso il col de Vizzavona. Lasciato Corte la strada comincia a salire dolcemente. Venaco e' raggiunto quasi subito e superato si percorre la valle del fiume Vecchio. Qui in giovane eta' sono stato partecipe di una discesa in canoa. La vista del nuovo ponte a fianco di quello altissimo  della ferrovia mi richiama alla mente le gesta e i ricordi di un giovane scapestrato che si tuffa con la canoa da alcuni massi nel fiume. La salita aumenta la sua pendenza  e, giunti a Vivario, un camion blocca il gruppo. Io ne approfitto e mi compro 4 pomodori. Una buona riserva di energia e liquidi. Sbloccato il camion e lasciato il paese di Vivario di sale molto. Il paesaggio brullo e non alberato cambia in un bosco fitto e fresco. L' ultimo tratto e' percorso alla ricerca delle cascate del colle di Vizzavona. Abbandonate le fedeli bici ai compagni che non vogliono scendere al fiume, si percorrono poche centinaia di metri per giungere ad un ponticello dove, dopo le necessarie foto di rito, ci si accomoda per un lauto pasto composto da pane, prosciutto crudo Corso e vino locale generosamente offerto (pagando) dal gestore del chiosco.  Dopo un  cosi' lauto pasto i rimanenti chilometri per raggiungere il colle de Vizzavona sono precorsi con un' altro "spirito". Sul colle scatto di rito  (foto; cosa pensavate) e discesa verso Bocognano dove i "tosti" tenteranno la risalita verso la Bocca di Scatella (1193 m). Perso il primo bivio a Bocognano si prosegue sulla strada principale sino ad incrociare il bivio verso Tavera. Qui quelli scarsi si offrono di proseguire e di raggiungere Porticcio per prenotare un albergo. Questo permette ai tosti di pedalare fino a sera senza preoccuparsi del pernottamento. Salutati i "tosti" (semplicemente piu' allenati) Mairio, Carlo ed io proseguiamo in dolce pendenza verso il mare. Dopo alcuni chilometri raggiungiamo una scavatrice gommata che sta' facendo la nostra strada. Qui la discesa finisce e subito ci si accoda per sfruttarne la scia. Chiunque abbia pedalato per piu' di mezz'ora ha verificato quanta resistenza faccia l'aria. Riparati dal mezzo meccanico si procede a trenta chilometri orari e non senza fatica si affrontano i tratti in leggera salita. La in fondo si intravede il mare. Abbandonato il comodo riparo del mezzo meccanico si affronta l' ultimo tratto; si passa a fianco dell'aereoporto di Aiaccio, si affronta la salita verso il bivio che ci portera'  verso Porticcio e finalmente si pedala con a fianco il mare. Porticcio non e' un aglomerato di case con una piazza che ogni paese ha, ma e' un insieme di case, hotel e ville sparse lungo la costa. Si raggiunge l' ufficio turistico che ci indirizza verso un hotel. Contrattato il prezzo ci si cambia ed a piedi si raggiunge un tratto di scogliera per il meritato primo bagno della stagione. Dopo esserci riposati si ritorna in albergo. Una veloce doccia si raggiunge un bar con vista mare per una bibita fresca. La telefonata dei tosti che annunciano il loro arrivo ci fa' alzare. La cena e' consumata in un ristorante dove noi, per problemi calorici, chiediamo una bella bistecca di carne.

Mercoledi' 28 giugno 2000 - Il sito di "Filitosa"

Porticcio - Pianotolli-Caldarello

La partenza e' affrontata in modo bellissimo. Mattina abbastanza presto (8.00) partenza dall' albergo e con il fresco si percorre la costa verso sud sin quasi la torre di Castagna. Memorabile erta che bisogna affrontare lasciando la costa per raggiungere Acqua Doria. Qui i ricordi di un altro passaggio di alcuni anni fa' con una grandiosa discesa verso il mare e conseguente salita dopo i ripetuti bagni. Si continua in perfetta pianura verso un quadrivio sul fondo della valle. Guardando la cartina decidiamo di proseguire a destra su quella che sembra la strada piu' corta verso la prima meta della giornata. Dopo pochi chilometri troviamo una pianta di ciliege perfettamente mature. Ci trasformiamo in ragazzini pestiferi e ci riempiamo la pancia. Il sopraggiungere del proprietario ci fa' correre non senza difficolta' visti gli ingombranti bagagli. Si attraversa il ponte sul Taravo. Altri ricordi affiorano alla vista dell' indicazione di Porto Pollo (le ragazze lasciano sempre il segno). Dopo il ponte la calura ci accoglie e ci porta verso il sito preistorico di Filitosa. Qui' giunti  cerchiamo refrigerio all'ombra di alcune piante. L'ingresso al sito costa 22FF. Dopo aver pagato il biglietto si entra in un lungo corridoio ombreggiato che sembra una via fresca ma che presto ci ricorda qualche deserto. La strada prosegue e sono commentate dal gruppo le enormi pietre. Si decide che queste rappresentano un simbolo .... (vedetele e capirete). Sono scattate foto in tutte le posizioni. Il percorso continua su per una collinetta dove i nostri (o dei Corsi) progenitori, decisero di costruire una piccola citta'. E' molto apprezzata la frescura che si ha entrando in alcune grotte artificiali costruite ponendo una pietra sull'altra. Un languorino mi annuncia che e' mezzogiorno. La calura ci fa' scappare e dopo aver visitato il resto del museo all'aperto ci ritroviamo al bar appena fuori. Qui' alcuni piatti di insalata mista e birre sono serviti copiosamente dai camerieri. Presto la truppa e' sazia (o quasi) e si pensa al percorso che ancora ci aspetta. I piu' scarsi (i soliti Ambrogio, Mario ed il Carletto) scattano in avanti lasciando il resto del gruppo alle prese con una foratura del Prestinee. I maligni dicono che questa foratura era voluta dal Pier intento a mangiarsi l'ennesimo panino. Sarebbe rimasto indietro e per questo..... Il gruppo dei primi affronta a manetta (25-30Km/ora) il percorso verso il mare. Qui' giunti  ci si ferma per verificare la visione di una bionda in spiaggia. Purtroppo gli inseguitori sono a ruota ed il gruppo prosegue verso Propriano in maniera indiavolata. Il sottoscritto mangia la foglia e conserva le energie stando ultimo del gruppo (la strada da fare e le salite da affrontare non sono finite). Propiano e' lasciato a destra e si prosegue verso Sartene. Dopo un bel pezzo di pianura si vede in alto sul monte il paese di Sartene. Il gruppo si filaccia sulla salita che, anche se non impegnativa, e' affrontata ad una buona andatura. L' ultima ripida salita ci porta quasi all' uscita del paese. Domando ad un gruppo di Nonne dove vi sia una fontanella (siamo a corto di acqua). Queste mi indicano la strada che porta all paese. Riempite le borracce si prosegue verso Bocca di Albitrina dove si puo' trovare posto per dormire. Noi lo abbiamo trovato completo. Con i telefonini si prende contatto con Campeggio posto nel golfo di Tizzano (17Km) non ha bungalow. Sconsolati si prosegue ed ad ogni indicazione di albergo, hotel, posto per dormire ci si ferma per chiedere. L' ora ormai e' tarda quando dopo aver percorso 34 Km si arriva a Pianottoli-Caldarello dove finalmente si trova un letto per dormire e un piatto per mangiare (anche per bere). Dopo la doccia ed un minimo di riposino si entra nel ristorante. Qui' ci si abbuffa e si beve un buon vinello. Fresco e invitante viene servito copiosamente dal gestore. Su qualcuno di noi lasciera' il segno mentre qualcun'altro non chiudera' occhio per tutta la notte. Una visitina al paese e scambio di vedute con i giovani locali, una partita di calcetto e si chiude una giornata intensa ed entusiasmante.

Giovedi' 29 giugno 2000 - Le bianche coste di Bonifacio

Pianotolli-Caldarello - Zonza

La mattina accoglie il gruppo pronto e rinvigorito della salutare dormita (purtroppo per me' non ho potuto approfittare della notte). Una rapida pedalata e dopo tre quarti d'ora siamo a Bonifacio. Qui' altri ricordi affiorano, un'alba vista da una tendina piantata durante la notte in riva al mare di fronte all' isola di Cavallo molti anni prima. Bonifacio e' un paese di montagna pur essendo sul mare. Le sue salite e le sue viuzze sono percorse dal gruppo non senza fatica. Qui' si fa' visita ai negozi di chincaglierie per l'acquisto di qualche oggetto ricordo. La vista delle alte e bianche coste di Bonifacio porta nel gruppo una strana eccitazione. Ci si disperde, ognuno affronta il percorso piu' consono. Io ne approfitto e mi faccio infinocchiare da un cambiavalute che mi chiede il 6 percento di commissione. Purtroppo sono costretto ad accettare. Ritrovati all' uscita del paese si affronta a ranghi compatti la salita che porta verso Porto Vecchio. Ennesima foratura del Prestinee. Il gruppo si divide. Rimangono ad aiutare lo sfortunato ciclista Mario il Carletto ed il sottoscritto. La foratura viene curata e si riprende il viaggio. Si fa' il trenino e si cerca di riprendere il gruppo che ha ormai qualche minuto di vantaggio. Un francese con una bici da corsa spunta da una strada laterale e guardandoci cerca di distanziarci. Rapido consulto e dopo aver dato un morso alle barrette energetiche ci accodiamo. La velocita' e' sostenuta e si fila ai 30-35 Km/ora. I bagagli si fanno sentire ed il gruppo perde il Carletto. Il francese sbuffa e scatta. Noi sotto e seriamo i ranghi. non contenti cerchiamo di superarlo. Si perde anche Mario. Rimaniamo solo io ed il prestinee ad impegnare il povero Francese. Dopo scatti e ricongiungimenti ci invita a passare davanti. Noi rendiamo la palla al balzo e dopo un breve diverbio (pensiamo che ci accusi del classico "ciuccia ruota") lo distanziamo. Siamo in vista degli altri compagni ma di nuovo il prestine fora. Il francese non ci guarda nemmeno e passa avanti. Noi in un fosso procediamo al ennesimo cambio della camera d'aria  dello sfortunato Fabio. Si raggiunge la costa presso il golfo di Santa Giulia. Si pranza in ordine sparso. Alcuni al bel ristorante ed altri molto spartanamente con panini e  "jambon".  Un primo pomeriggio di riposo e di spiaggia ci aspetta. Io cerco di recuperare il sonno perso. Verso le quattro del pomeriggio il gruppo degli scarsi, composto da  Carlo, Mario ed Io partiamo ad affrontare le salita che ci deve portare al bel paese di l'Ospedale. Si transita a Porto Vecchio quando il sole e' ancora alto ed il caldo si fa' ancora sentire. La salita parte dolcemente ma il gruppetto la affronta molto piano. Subito la temperatura corporea sale ed il ciclista esperto cerca ogni riparo possibile. Una pianta lasciata intatta dal fuoco che ha distrutto il bosco viene vista come un possibile punto di sosta. Non senza fatica e sempre vigili sugli inseguitori incontriamo un gruppo di donne che stanno riempendo le loro fiasche con l' acqua che sgorga al lato della strada. Niente viene apprezzato da un ciclista accaldato come la fontanella d'acqua fresca che giunge inaspettata e quando ormai le borracce sono vuote. Rinfrancati e rinfrescati dal dolce nettare procediamo spediti verso il paese. Con la coda dell'occhio vedo che da una curva spunta sbuffando Pietro. Subito penso che non posso farmi passare e comincio a spingere forsennatamente sui pedali, vengo subito imitato dal Mario. Quando il cartello che annuncia il paese viene superato, allo stremo delle forze, mi fermo ed aspetto gli altri. Pietro prosegue come se stesse affrontato una discesa. Poco dopo il gruppo si ricompone e si prosegue alla ricerca dell' agognato albergo/pensione/letto per la sera. Al bar del paese la prima brutta notizia. Nessuno, in paese, ha letti liberi, tantomeno per otto persone. Si decide di telefonare a Zonza nella disperata ricerca di un posto letto. Si parla con alcuni albergatori senza trovare posto. Finalmente la signora Teresa  ci annuncia che per otto persone ha posto ma che si dorme fuori paese. Confermiamo e ci incamminiamo (pedalando) verso Zonza. Sono le sei e mezza e dobbiamo fare 40 Km. Si parte in salita e si arriva al lago artificiale poco sopra il paesino di l'Ospedale. Qui la strada spiana (per fortuna) e ci si riposa. l' ultimo passo verso Zonza viene affrontato non senza difficolta'.  La bocca dell' Illarata mi ricorda che qualche anno prima ho lasciato un ricordo durante una delle mie precedenti visite all' isola Corsa. Zonza mi accoglie (sono il primo) che ormai il sole e' calato. Fabio deve fermarsi di nuovo per l' ennesima bucatura. La signora mi accoglie con la macchina e mollato la bici mi accompagna alla villa dove passeremo la notte. Dopo due chilometri di discesa arriviamo alla villa. Un cancello automatico a combinazione ci accoglie. Visitata la casa si ritorna al paese. Gli altri sono tutti arrivati e si prosegue verso il dolce letto. Arrivati si abbandonano i bagagli ed immediatamente si pensa al mangiare. Durante le nostre telefonate abbiamo anche preso contatto l' hotel-ristorante "Terrazze"; Il gestore ci dice che il ristorante chiude alle nove. Sono le Nove meno dieci. La salita di ritorno al paese viene affrontata di corsa. I bagagli non ci sono piu'. Dopo aver pranzato abbondantemente si pensa al viaggio di ritorno verso la nostra villa. E' buio pesto (sono le undici) e la pila mi e' rimasta nello zaino. Unici elementi luminosi due luci posteriori per bici (rosse). Divisi in due gruppi a causa dei caffe' che non arrivano  si affronta la discesa. Ringrazio il fatto che i francesi sono meticolosi e la striscia bianca al centro della strada c'e' sempre. Avventura allo stato puro. La riga bianca centrale viene illuminata dalla luce posteriore rossa che i ciclisti usano per segnalare la posizione . Con voci e rumori si riesce a trovare l' ingresso della villa che la gentile signora ci ha dato in affitto per la notte.  Doccia e all' una di note tutti i rumori si placano; il gruppo dorme.

Venerdi' 30 giugno 2000 - Il "col de Bavella"

Zonza - Aleria

Sveglia e dopo aver preparato gli zaini si affronta la salita verso Zonza. Due chilometri senza colazione sono duri. Colazione e spesa all' emporio della piazzetta di Zonza. Si riprende la salita verso il Colle della Bavella. Bello e fresco il bosco (non e' stato ancora dato alle fiamme) ci accompagna verso il colle. Arrivati in ordine sparso, le solite foto di gruppo. Si affronta la discesa verso il mare e  patatrac il povero Carlo cade. Purtroppo per lui i guanti sono rimasti legati al manubrio. I palmi delle mani sono sbucciati cosi' pure un polpaccio e la coscia. Si prestano i primi soccorsi e vengono buoni le scorte di cerotti (un metro di cerotto largo 10 cm) ed i disinfettanti.  Rincuorato il malcapitato, che nel frattempo si e' messo i guanti, si prosegue lungo la bellissima valle.  Alcuni chilometri sono affrontati sulla ghiaia a causa dei lavori per allargare la strada. Passata la polvere ci si ferma ai lati della strada dove il fiume forma delle bellissime pozze. Bagno rinfrescante per tutti (penso che il Carletto abbia apprezzato di piu' questa sosta che gli ha permesso di pulirsi e di rinfrescare le ferite).  Picchiata verso il caldo della costa dopo aver goduto del fresco della montagna (Zonza e' a 900 metri sul livello del mare). Si entra nella strada litoranea nei pressi di Solenzara. I rettilinei che bisogna affrontare in questa tratto della costa sono immensi. Non affrontateli nel pomeriggio. Si decide di fare tappa ad Aleria (piu' precisamente a Cateraggio). Il pomeriggio bagno presso la foce del Tavignano (fiume Corso molto noto ai canoisti, io lo ho navigato qualche decennio di anni fa').

Sabato 1 luglio 2000 - I lunghi rettilinei della costa est

Aleria - Bastia - Savona

Il viaggio di ritorno verso Bastia viene percorso con qualche lacrima di nostalgia ed il gruppo sparso lungo i chilometri che ci separano da Bastia. L' entusiasmo iniziale e' ormai svanito e le esperienze del gruppo ormai sono parte integrante di noi. A Bastia arriviamo in anticipo e questo ci permette di prendere quel traghetto veloce che l' anno prima ci ha lasciato a terra. Comodo, bello , confortevole e caro ma in tre ore siamo a Savona.

Ciao, Bobo (Ambrogio)