Prima tappa : Traghetto
Savona - Bastia
Bastia (0) - Oletta - Murato - PonteLeccia - Corte - Calacuccia
Quarta tappa : km 107 / dislivello 525 m / 7 oreCalacuccia - Evisa - Porto' - Piana
Piana - Porto' - Galeria - Calvi
Calvi' - Algaiola - I'lle-Rousse - St-Florence
Sesta tappa : km 112 / dislivello 450 / 8 ore
St-Florance - Nonza - Pino - Rogliano - Erbalunga - Bastia
Bastia - Savona (Livorno)
Fabio - Prestinee : e` il Biker che piu' richiede la Baghette la sera a cena. Ed ad onor del vero e' un professionista del pane avendo la prerogativa di farlo di professione al paese. Unica defaians quella della sua bici il primo giorno. Problemi con il portapacchi risolto con del robusto filo di ferro.
Ambrogio : partito piuttosto maluccio nelle prime giornate si e' andato riabilitando nel proseguo delle giornate. E' il classico diesel che deve macinare 200/300Km per essere fuori dal rodaggio.
Ferdinando - Macelar : ogni momento di difficolta' viene superato con lui al fianco. Anche se la prima esperienza con il portapacchi lo lascia un po' impaurito. Un piccolo sbilanciamento sulla prima discesa con rischio di finire contro le rocce.
Spidy : e' la persona che e' forte in discesa. Va tenuto a freno (nel vero senso della parola) in quanto puo' mettere in pericolo il proseguimento del giro per il gruppo. Gran bevitore e conoscitore di birra.
Flavio: La persona che porta la conoscenza del giro. Non direttamente ma tramite amici che lo hanno gia' fatto. Molto ben allenato non ha patito mai problemi sia fisici che del mezzo.
Osvaldo: Classico scattista, sempre pronto
alla "bagarre". Molto estroverso e sempre pronto al confronto sia sulla bici
che in ogni altra occasione.
Grimaldi : personaggio incontrato a Piana dove puo' fornire un alloggio a patto di non pretendere troppo dalla sistemazione. Gran bevitore di ogni tipo di liquore. Cercate di non farvi accompagnare in macchina.
Valle della restonica : e' una valle chiusa che meriterebbe una visita approfondita. Se avete tempo (e voglia di fare dislivello) puo' essere visitata comodamente in bici preventivando una mezza giornata di tempo. Si puo' mangiare "Carcuteri Corse" in un paio di posti lungo la strada.
Salade Nicosie (nisuase): per chi ama l'insalata mista e' un utile pranzo di mezzogiorno. E' composta da verdura di stagione, uova sode, tonno, e altri ingredienti che variano a seconda della disponibilita' di chi la prepara. Viene servita con una salsa a base di aceto e olio non raffinato.
Lingua : naturalmente la lingua ufficiale e' il francese, ma non abbiamo trovato nessuna difficolta' usando la nostra.
Cambio : la moneta ufficiale e' il Franco Francese che con il cambio bloccato vale circa 295 L.
Pastis : superalcolico tipico francese, da allungare con acqua. Bevuto dopo uno sforzo fisico prolungato butta letteralmente a terra (vissuto sulla pelle di chi scrive).
Pesce : sulla costa puo' essere ampiamente e abbondantemente consumato. Non vedo cosa puo' essere trascurato dopo una giornata di bici.
Costi : non abbiamo trovato difficolta' per il pernottamento mettendo
sul piatto dai 100 FF (30.000L)ai 170 FF (50.000L) per un buon letto e la
prima colazione. Occorre tuttavia fare attenzione al numero dei partecipanti
ed al periodo in cui si affronta il giro per la disponibilita' dei posti
letto.
Il viaggio sul traghetto di questo periodo e' molto comodo (per ora).
Il viaggio in macchina dal nostro paese a Savona viene affrontato nel piu'
classico dei modi. Una Macchina con 5 persone piu' i bagagli e un furgone
con tutte le bici e due persone. Partenza verso le cinque del pomeriggio dopo
il gran premio di F1. Nessun problema di traffico, come si vede invece sulla
corsia opposta, e dopo alcune soste si raggiunge Savona. Si punta verso l'
imbarco della linea "Corsica Ferries" lasciando la macchina nei pressi della
polizia di frontiera. Dopo aver vidimato i biglietti si dividono i pacchi
di sali e le barrette energetiche suscitando la curiosita' dei molti Tedeschi
presenti. L'arrivo del traghetto, che ci portera' sull'isola, attiva tutti
gli ormoni dei partecipanti che cominciano a sfrecciare sul molo (per scaldare
le gomme). Saliti sul traghetto e preso possesso della cabina (necessaria
per partire riposati il giorno dopo) ci si ritrova al bar di poppa.
Quando tutte le birre messe a disposizione (dal Bar) sono consumate, ci si
saluta e dopo aver raggiunto la cabina (non senza difficolta') si cade in
un sonno profondo (almeno chi scrive). La luce dal' oblo' annuncia il prossimo
arrivo a Bastia.
Tappa caratterizzata dall' abbandono del mare e dalla scalata di tre colli.
Arrivati a Bastia siamo i primi a sbarcare (e' comodo avere la bici inqueste
occasioni). Si attraversa la citta' puntando subito alla salita verso St.
Florent. Nonostante il fresco del mattino sentiamo un notevole caldo che
ci fa arrivare in cima al "Col de Teghime" molto sudati. Prima di arrivare
in cima ci accorgiamo di un cattivo odore che si svela essere la discarica
di Bastia. Arrivati in cima al colle si tiene la sinistra abbandonando la
strada principale e puntando verso Oletta. Una rapida discesa ci porta verso
il paese. Raggiunto si prosegue per Murato. Prima di arrivare a Murato si
puo' visitare la caratteristica chiesa di San Michele. E' possibile anche
rifornirsi di acqua. Proseguendo per Campitello si scollina a 850m. Fermi
a riposare al passo scorgiamo una altro ciclista che segue il nostro percorso.
Ci accalchiamo attorno e scambiando le solite frasi di rito tipo "E' dura
la salita" scopriamo che usa la bicicletta come riabilitazione ad un
incidente avuto un paio di mesi prima. Durante la conversazione (in italiano)
chiediamo dove si puo' mangiare. Questi senza nessun problema ci invita a
casa sua. Cogliamo l' invito ed affrontiamo la discesa assieme a velocita'
sostenuta nonostante i bagagli creino qualche problema di stabilita' al portapacchi
del Prestinee. Seguendo il nostro nuovo amico giungiamo ad un bar/pizzeria/ristorante
di sua proprieta' al momento chiuso per mancanza clienti ed in fase di imbiancatura.
Siamo su una strada poco battuta durante questa stagione. Mangiamo un bel
piatto di spaghetti su un terrazzo con vista sulla valle sottostante. Lasciamo
il nostro amico e proseguiamo la discesa verso Ponte Leccia. In basso alla
valle il caldo ci attanaglia e per sconfiggerlo si comincia un trenino a
20/25Km orari fino ad arrivare al bivio verso Calacuccia. Qui il gruppo si
divide ed gli scoppiati (piu' Ambrogio che il Macelar) partono subito verso
Calacuccia mentre gli altri proseguono verso Corte. Qui avendo la possibilita'
di fermarsi un giorno si puo' visitare la Valle de la Restonica che partendo
da 936m arriva fino a 1400m in uno scenario dolomitico con le tipiche rocce
a strapiombo del trentino. Seguendo la strada D18 si rientra verso Calacuccia.
La salita non e' inizialmente dura ma affrontata sotto il sole del pomeriggio
mette a dura prova i ciclisti piu' allenati. Prima di entrare a Calacuccia
vi e' un ufficio turistico a cui si puo' chiedere consiglio su dove pernottare.
Tappa che partendo dalla montagna picchia letteralmente verso il mare.
Per non affrontare la salita con il sole alto, facciamo colazione alle sette. Ambrogio dopo aver mangiato scatta subito in sella e parte ad affrontare la salita. Questa si snoda in un immensa pineta che solo nell' ultimo tratto lascia attraversare il sole. Il paesaggio e' bellissimo e se affrontato in solitudine riappaga delle fatiche fatte il giorno prima. Arrivati in cima si calcolano i distacchi, per i veri Bikers sono degli affronti tremendi. Sul colle non c'e' acqua (ma un bar) per cui conviene tenere le borracce ben piene. Dopo la foto di rito ai piedi del monumento, che viene collocato su ogni passo che si rispetti, affrontiamo la discesa. Attraversato Evisa siamo solo a meta' strada. Attenzione alla discesa con i bagagli , va affrontata con la dovuta cautela. Arrivati a Porto verso le 11.30 decidiamo di proseguire verso Piana. La salita e' dura solo per il primo tratto che comunque viene affrontata all'ombra di grandi piante. Arrivati ad un leggero colle le piante finiscono e tutto diventa roccioso e brullo. Siamo arrivati alle Calanche. Molto belle e caratteristiche per le rocce rosse a strapiombo sul mare (300m). Arrivati a Piana troviamo un buon ristorante dove mangiare. La scelta del posto e' stata dettata dalla vista della ragazza che serve ai tavoli di notevole bellezza. Troviamo da dormire presso la Propiete' Grimaldi per 100FF senza colazione. Ci si puo' rilassare. Molti si tuffano in discesa verso il mare per un bagno rinfrescante anche se ci aspetta una nuova salita verso Piana che si trova a 400m s.l.m.. La sera il solito ristorante dove per altro si mangia molto bene. Quando siamo al liquore arriva il nostro albergatore che in breve ci offre da bere. Noi contraccambiamo ed essendo in sette quando finiamo il giro ci sentiamo un po' brilli. Grimaldi si offre di accompagnarci con la sua macchina ma valutiamo che il suo stato sia abbastanza alterato dagli alcolici. Dopo aver percorso pochi metri si pianta davanti a noi con la sua macchina e ci costringe a salire. Ci scrive si e' seduto spalle alla strada sul sedile anteriore e non riesce a capire come si e' giunti a destinazione. Terminiamo la serata bevendo una grappa autoprodotta e distribuita copiosamente dal Grimaldi. Finalmente (e' l' una e mezzo) si finisce a nanna.
Giornata caratterizzata dalle migliaia di curve che si affrontano per arrivare a Calvi'.
Alcuni anni prima ho affrontato questo tratto di costa sul sellino posteriore
di una moto di grossa cilindrata in compagnia di un amico e sono ancora terrorizzato
dal ricordo delle innumerevoli curve e dalla fatica fisica del tragitto.
Con queste premesse alle sette in punto ci avviamo a salutare il padrone
di casa che ci fa' le feste chiedendoci di spedire una cartolina ricordo
quando ritorniamo in Italia. Salutato Grimaldi si parte al fresco della mattina
in discesa verso Porto' dove si prevede di fare colazione. Dopo aver fatto
una abbondante colazione si procede in ordine sparso verso la prima salita
che si affronta subito dopo Porto'. La strada che affrontiamo si differenzia
dai tratti percorsi sino ad ora per il fatto che finalmente siamo sulla
costa e la brezza marina ci permette di pedalare rilassati. La salita
dei primi chilometri cambia in leggera discesa e si continua in una sequenza
di saliscendi infiniti. Molti si abbandonano a scatti "di foto" a ripetizione.
Arrivati l'ennesimo passo ci troviamo davanti dei pullman (ben tre) che ci
fanno respirare una notevole dose dei loro fumi di scarico. Ci impegniamo
e riusciamo a passarli ad un restringimento della strada. Ci accorgiamo che
la strada ora non fa' piu' quota ma prosegue pianeggiante per molti chilometri.
Ci accorgiamo di questo perche' vediamo, dall'altra parte sul promontorio,
la strada che verra' percorsa solo dopo mezz'ora. Questo tratto ci permette
di tenere il passo di macchine che con tutte le curve non possono avanzare
speditamente. Arrivati al Col de Palmarella ci fermiamo per ricompattare
il gruppo che si e' allungato. Questa e' per oggi il punto piu' alto
(374m) che la tappa ci riserva. Dopo aver mangiato e bevuto affrontiamo il
tratto in discesa ad una buona velocita'. Abbandoniamo la strada per dirigerci
verso Galeria. Sono ormai le dieci e tre quarti e si comincia a pensare al
pranzo. Dopo un breve consulto decidiamo di proseguire verso Calvi'.
Durante l'enesima salita incontriamo nel senso opposto molti mezzi militari
che stanno procedendo in colonna. Ci sono circa 30 Km di strada dal bivio
di Galeria a Calvi' che sembrano molti di piu' per il caldo che ci fa' svuotare
tutte le borracce. Arrivati a Calvi' troviamo posto in uno dei numerosi alberghi
della costa. Pranzo e via di nuovo verso il Faro che abbiamo visto durante
la discesa verso il paese. Punta de la Revellata e' un buon posto per un
bagno e molti di noi ne approfittano per rinfrescarsi. Alcuni ritornano
in albergo per una salutare doccia. Quelli piu' fortunati rimangono e vengono
ricompensati da una avvenente modella che si prepara per delle foto di pubblicita'
di magliette e costumi. Si trovano coinvolti in alcune di queste con la modella
al fianco e sulla bici. Per chi non e' rimasto, la sera, viene un momento
di invidia.
I ristoranti non mancano a Calvi' e quelli piu' buoni si trovano in piazza
della chiesa (come ogni paese che si rispetti). Nonostante un breve acquazzone
che ci coglie sotto il tendone si mangia molto e bene spendendo poco. A nanna
presto avendo ancora i postumi della bevuta affrontata la sera prima.
Perdita di contatto.
Partenza da Calvi' il gruppo si divide. Quelli tosti puntano alle montagne
dell'entroterra gli altri invece ad un tranquillo viaggio lungo la costa.
Appuntamento per la riunione del gruppo a I'lle Rousse. Il viaggio nel mio
gruppo procede benissimo per la frescura della giornata. Arriviamo nel migliore
dei modi a I'lle Rousse verso le 9.30 e ci sistemiamo al punto di ritrovo
definito genericamente nel "PORTO". Dopo un'attesa di circa un oretta ci
chiediamo se tutto e' andato bene ai nostri amici. Ci fermiamo ancora mezzora
prima di proseguire abbastanza piano verso l'uscita del paese. Prima di abbandonare
I'lle Rousse ci facciamo l'ultimo giro di perlustrazione. Uno tiene sotto
controllo la strada costiera mentre l'altro gira "enne" volte per le vie
senza scoprire traccia dei nostri amici. Decidiamo di proseguire soli. Dopo
pochi chilometri ci serviamo di una cabina telefonica per contattare i famigliari
in Italia visto che non abbiamo il numero del telefonino. Recuperato e trovata
la solita segreteria, decidiamo di abbandonare ogni idea di ricongiungimento
del gruppo. Proseguiamo e sotto un sole impressionante (sono le 12.00) attacchiamo
la salita che ci portera' al Col de Lavezzo. Subito dopo le prime rampe incontriamo
due ciclisti con bici da strada che mangiano all'ombra dei pochi cespugli.
Li superiamo al classico saluto francese "Salut". Questi non rispondono.
Le rampe della salita sono molto dure e mettono a dura prova le gambe gia'
abbondantemente affaticate i giorni prima. Improvvisamente vengo superato
dal piu' giovane dei due ciclisti fermi all'ombra subito dopo seguito dal
piu' anziano. Notiamo che quello attempato ha un coprisella molto caratteristico.
Sembra a prima vista una pelle di pecora ma con i peli lisci e lunghi almeno
dieci centimetri. Avviliti dall'affronto cerchiamo di tenere la ruota
ma i chili dei bagagli si fanno sentire. Spariti su una curva procediamo
lentamente. La vista del passo ci rida' energia. Arrivati in cima scopriamo
che di nuovo i ciclisti sono fermi a mangiare.
Procediamo senza degnarli di uno sguardo e ci incamminiamo verso quello che
viene definito sulle carte Corse "Desert des Agriates". La strada procede
con salite e discese senza perdere quota. Ben presto ci accorgiamo di essere
seguiti dai due tipi con la sella strana. Decidiamo, da veri duri, di vendere
cara la pelle (essere superati). Ci impegniamo ma il piu' giovane ci supera
mentre il piu' anziano si affianca e comincia una conversazione in inglese.
Scopriamo che questi fanno parte di una comitiva di turisti Slovacchi che
sta' soggiornando a St' Florent. Procediamo spediti per un buon tratto quando
inizia la discesa la velocita' aumenta e quando un altro gruppo di ciclisti
(francesi questa volta) ci raggiunge la velocita' e' arrivata ai 45/50 Km.
L'orgoglio ci impone il massimo dello sforzo. Arrivati alla fine della
discesa ci fermiamo per salutarci e farci gli auguri reciproci. Arrivati
sul lungo mare scopriamo il resto del gruppo che sta' dando fondo ad piatto
di spaghetti. Dopo aver mangiato una grossa Orata ricerchiamo un hotel decente
per la notte'. Dopo una rinfrescante doccia ci abbandoniamo in un giro a
piedi per il paese. Scopriamo presto in una piazzetta alberata un gruppo
di persone che sono dedite allo sport nazionale Corso. Le Bocce. Queste vengono
giocate in uno spazio aperto in terra battuta senza limitazioni di distanza
o angolazione. Il campo e anche in leggera discesa complicando il tiro dei
giocatori. Dopo una buona cena ci salutiamo a andiamo a nanna.
Quello che all' inizio e' contro diventa poi a favore portandoci verso una conclusione impensata.
La mattina dopo una colazione super abbandoniamo il paese e ci avventuriamo verso la risalita del dito Corso. Appena abbandoniamo la strada che ci puo' portare verso Bastia in meno di 20 Km ci accorgiamo di un fastidioso vento contrario che ci fa' faticare non poco. La strada prosegue a mezza costa con abbondanti sali e scendi dovuti ai vari promontori che si susseguono. Alla vista della cittadina di Nonza e della sua spiaggia nera abbiamo fatto circa 20 Km di strada con un buon 600m di dislivello. Ci fermiamo per le foto di rito. Proseguiamo non senza fatica fino a Morsiglia. Qui quelli bravi possono scendere sino all' incantevole Centuri-Port. Usciti dalla cittadina si vede il passo che dobbiamo raggiungere per abbandonare la costa ovest. La salita non e' aiutata dal vento, in questo punto e' di notevole intensita' e contrario al senso di marcia. Arrivato in cima mi viene in mente di fare inversione e verificare la vista dal passo. Una forte folata di vento mi sbilancia e mi fa' puntare verso un fitto bosco sottostante. Non riesco ancora oggi a capire come ho fatto a non precipitare nel bosco e a fermarmi a pochi centimetri dal baratro. Il vento ci ha fatto salire scomodi ma ora ci spinge alle spalle. La discesa e' molto lunga e la velocita' alta. Sulla costa est ci mettiamo a trenino e cominciamo lanciare scatti su scatti. Il piu' allenato (Pietro) abbassa la testa e lascia indietro tutti. Perdo contatto con la testa del gruppo. Arrivati in una caletta trovo il gruppo fermo in mia attesa (visto che solo l'ultimo) smaniosi di mettere ogni cosa mangiabile in pancia. Manca Pietro. Chiedo dove sia e mi spiegano che si e' dileguato all'orizzonte in una nube di gomma bruciata dovuta alla velocita'. L' ultimo bagno viene consumato in assoluta solitudine. Rinfrescati puntiamo verso Bastia per procedere all' imbarco su uno dei nuovi traghetti veloci che ci riportera' a Savona. Dopo una ventina di chilometri !!!! ci ricongiungiamo con Pietro che evidentemente a sottovalutato la fame dei suoi amici ciclisti. Dopo una breve e animata discussione arriviamo nel porto di Bastia. Puntiamo subito alla biglietteria e scopriamo che il nostro traghetto superveloce e' stato soppresso a causa del forte vento . Presi dal panico chiediamo quando e come raggiungere l' Italia. Ci rispondono che se cala il vento verso le 24.00 arrivera' una grossa nave traghetto per riportarci in Italia a Livorno !!!!. Abbiamo davanti circa 9 ore di attesa. Questo tempo viene speso nella parte turistica del giro. Gironzolando per Bastia. Andando a far compere in un negozio alternativo di arte sudamericana. Telefonando per avvisare del mancato rientro. Nella ricerca di un camion, caravan o mezzo disposto a portarci da Livorno a Savona tra i numerosi mezzi in attesa del traghetto di mezzanotte. Colto da pieta' non vi descrivo il viaggio di ritorno sul traghetto superaffollato ma vi basta sapere che anche numerosi bimbi hanno dormito nei corridoi della nave. In alcuni di noi la sistemazione sulla nave ricorda le immagini viste nei telegiornali delle tendopoli in Albania.
Ciao, Bobo (Ambrogio)