PREMESSA
I protagonisti di questa mitica spedizione, da tempo ormai sulle bocche
di tutti, sono gia' entrati nella storia.
In ordine di grandezza, gloria , valore, coraggio, leggendarieta',
... enunciamo i loro nomi:
Giampietro VEZZANI e poi tutti gli altri ...
Lo scritto che seguira' e, un compendio di tutto cio' che e, avvenuto
in quei lunghi, densi, fuggenti, madidi di sudore, divertenti, faticosi,
giorni di pedalate.
INTINERARIO
Prima Tappa:Pescara - Guardiagrele 60 km
Pescara (0), Chieti (330), P.te di Alento (83), Bucchianico (371), C.Spaccato (355), Casacanditella (433), Guardiagrele (576)Seconda tappa: Blockhaus 80 km
Guardiagrele (576), Bocca di Valle (647), Pretoro (560), Passo Lanciano (1306), La Maielletta (1995)Terza tappa: Guardiagrele - Rivisondoli 75 km
Guardiagrele (576), Pennapiemonte (669), Palombaro (536), Fara S.Martino (440), Lama dei Perigli (669), Palena (767), V.co d. Forchetta (1270), Pescocostanzo (1395), Rivisondoli (1320)Quarta tappa: Rivisondoli - Scanno 80 km
Rivisondoli (1320), Pettorano sul Gizio (625), Sulmona (405), Bugnara (580), Anversa degli Abruzzi (556), villalago (930), Scanno (1015)Quinta tappa: Scanno - Pescasseroli (50 km)
Scanno (1015), Passo Godi (1564), Villetta Barrea (990), Opi (1250), Pescasseroli (1167)Sesta tappa: Pescasseroli - Alatri (110 km)
Pescasseroli (1167), Forca d'Acero (1535), S.Donato (728), Alvito (476), Sora (300), Carnelo (310), isola d. Liri (315), Casamari (290), Veroli (594), Alatri (502)Settima tappa: Alatri - Nemi 87 km
Alatri (502), Ferentino (395), Anagni (424), Colleferro (200), Nemi (521)Ottava tappa : Giro dei Castelli e Roma 120 km
Nemi (521), Genzano (435), Ariccia (412), Albáno (400), Castel Gandolfo (426), Frascati (320), Roma (20), Nemi (521)Nona tappa : Nemi - Torvaianica 40 km
Nemi (.521), Cecchina (120), Ardea (30), Torvaianica (0)
Aldo COMETTI, Renato LUCIANI, Paolo PIACENTINI, Enrico PROFUMO, Pierangelo TESORO, Gianpiero TRUPIA, Giampietro VEZZANI
LA CRONACA DEL GIRO
Giovedi 30 aprile - La partenza
Ritrovo alla stazione ferroviaria di Milano Centrale per partire alla volta di Pescara con l'espresso delle 23.25; arrivo alla spicciolata dei nostri che trovano posto in carrozze diverse. Tutti, ad esclusione di Aldo, hanno gial provveduto a spedire due giorni prima le biciclette a destinazione.
Venerdi 1 maggio - Trattative per il ritiro delle bici
Prima tappa: Pescara - Guardiagrele 60 km
Pescara (0), Chieti (330), P.te di Alento (83), Bucchianico (371),
C.Spaccato (355), Casacanditella (433), Guardiagrele (576)
Viaggio in treno senza particolarita' degne di nota e arrivo a destinazione
in orario attorno alle 05.40. Colazione nella stazione avveniristica di
Pescara Centrale e brutte nuove per il ritiro delle biciclette. Trasferimento
a piedi alla stazione merci posta a circa 3 Km di distanza con Aldo in
esplorazione, essendo l'unico dotato di mezzo di spostamento a due ruote
(se lo era saggiamente portato dietro).
Il deposito ed il relativo ufficio ritiro bagagli pero' risulta essere
chiuso: le voci raccolte in stazione all'arrivo si sono mostrate vere.
Si scopre che le ferrovie hanno appaltato il servizio bagagli ai privati
i quali chiudono nei giorni festivi : seguono lunghe ed estenuanti trattative
con il personale ferroviario alla ricerca di impiegati della ditta INT
(Istituto Nazionale Trasporti) per sbloccare le biciclette all'interno
del deposito. Dopo varie ore arriva una persona che apre il deposito e
ci fa ritirare le biciclette.
Verso le ore 10.00 avviene la partenza del gruppo che si dirige verso
la spiaggia. In una incerta giornata di sole si tocca il mare della riviera
adriatica teatro dell'odierna coast-to-coast. Dopo nemmeno 30 km di pedalate
si fa subito sosta per un pranzo ( non ancora guadagnato) a Chieti. Molto
faticosa la ripresa a causa delle pance piene e degli occhi che si chiudono,
per cui, trovato un parco con le agognate panchine, i nostri si riposano.
La tappa odierna, dopo un percorso tortuoso ed altalenante per le valli
e le dorsali che si staccano dalla Maiella in un susseguirsi di splendidi
panorami, si chiude a Guardiagrele dopo una lunga salita che ha termine
a Casacanditella. Taglia il traguardo per primo Pie stroncando una strenua
difesa di Trups; dopo, staccato, Aldo provato da un precedente brillante
recupero. La prima tappa vede percio, Pie maglia rosa !!! Guardiagrele
e' una interessante cittadina posta sopra uno sperone ai piedi del versante
orientale della Maiella in posizione panoramica, con una grande quantita,
di botteghe artigianali di ferro battuto. Cena in una trattoria del paese
di nome "Ta-Pu ". Si brinda al giro e viene osservato il minuto di silenzio
per chi non e' presente . Ben 10.000 lire di mancia lasciate dal cassiere
(Enrico) sul tavolo generano una levata di scudi da parte dell'economo
(Tesoro), il quale viene chiamato ad alta voce per cognome da Lucians che,
assai imbarazzato, cerca di dare deboli giustificazioni ad un cameriere
sorridente ed ammiccante.
Sabato 2 maggio (notte) - L'intensa attivita, onirica di Trups
Nella, stanza numero 5 dell'albergo di Guardiagrele stavano riposando
tre dei nostri eroi: nel letto matrimoniale si erano collocati Renato e
Gianpiero, mentre nel lettino, disposto trasversalmente, aveva trovato
posto il Vez. Trups dava un evidente segno di agitazione al suo compagno
di letto cercando di accaparrarsi, avvolgendosele intorno, tutte le coperte;
poi si trova ai piedi del letto nel tentativo di un tenero abbraccio col
Vez, infine il culmine viene raggiunto quando gridando piu' volte "aiuto"
sveglia di soprassalto l'intera camera. Nel buio della notte, piu' o meno
il quadro e' il seguente:
Trupia (concitato) AIUTO i AIUTO
Renato (spaventato) HEI i HEI !?!
Trupia (sconvolto) AIUTO !!!
Renato (con decisione) COSA SUCCEDE !?! ... FERMI TUTTI
Gianni (a crepapelle) Ha, ha, ha! He, he, he! Hi, hi, hi!
Sabato 2 maggio (mattino) Aldo e la spedizione di un pacco
L'alba del giorno che doveva vedere l'ascesa al Blockhaus e' stata caratterizzata da un episodio deprecabile che ha notevolmente ritardato la partenza del gruppo. Alle 06.40 Lucians, come gia, annunciato, parte all'attacco del Blockhaus che coi suoi 2142 m offre un panorama unico dei suoi dintorni. Il resto del gruppo fa colazione verso le 08.30 e dar modo ad Aldo di riparare la camera d'aria bucata. La spedizione del borsone che conteneva la bicicletta di Aldo durante il viaggio in treno, si rivelo' un'operazione assai lunga e complicata resa possibile sola da un deciso ed opportuno intervento di Pierangelo (l'esperto delle poste).
Sabato 2 maggio - Lucianils day
Seconda tappa : Blockhaus 80 km
Guardiagrele (576), Bocca di Valle (647), Pretoro (560), Passo Lanciano
(1306), La Maielletta (1995)
Finalmente verso le ore 11.00 ha inizio la tappa odierna che da Guardiagrele
andra' sul Blockhaus per poi tornare al punto di partenza. Una volta percorsi
una ventina di chilometri durante i quali si passa vicino a una cappella
interamente scavata nella roccia, si e' ai piedi della mitica montagna:
una salita ininterrotta di 23 km con oltre 1600 m di dislivello. Al passo
Lanciano (10 km di dura salita) Paolo ed Enrico decidono di non proseguire
e di fermarsi a mangiare. A circa 7 km dalla meta agognata, in preda ad
una fortissima crisi ipoglicemica Pierangelo fa sosta in un posto di ristoro
situato ai piedi delle piste da sci. Nel mentre che riposa le gambe e fa
uno spuntino (un panino di proporzioni adeguate, due stecche di cioccolato
al latte, una megapasta con la marmellata e un cappuccino), viene raggiunto
dalla coppia Trups-Aldo; nel frattempo Gianni stava ancora salendo perche'
si sa che lui potrebbe stare giorni e giorni senza mangiare ... Trups,
affaticato, fa' vari tentativi per bloccare l'ascesa, ma il pensiero di
Renato seduto sulla cima del Blockhaus gongolante gli dal la forza e lo
stimolo per proseguire. Ordine di arrivo:
primo classificato e nuova maglia rosa : Lucians con oltre un'ora di
vantaggio sul secondo, Vezzani, lanciato in un incredibile quanto inutile
inseguimento; molto distante. Il terzo classificato, Cometti, che ha astutamente
approfittato della lunga sosta ai box di Tesoro che arriva staccato di
circa 20 minuti. Appena arrivati in vista del rifugio "La Maielletta",
a tutti si presentava un'immagine a dir poco emblematica: il soddisfatto
Renato in mezzo alla neve con uno dei suoi puzzolentissimi sigari in bocca.
A tavola ormai inbandita finalmente arriva anche Trups in trance; gli
sfotto' di Renato a questo punto raggiungono l'apice ed il maramaldo infierisce
in maniera ignominosa. Ad un'ora ormai pomeridiana si fa onore alle sagne
con fagioli e salsa a base di peperoncino, mentre fuori il tempo cambia
in peggio. Al termine del pranzo Giantrups e' in coma e sulla Maiella si
abbatte pioggia e grandine. I cinque intrepidi pero' non si perdono d'animo
ed estraggono dagli zaini gli indumenti per la pioggia pronti ad affrontare
la bufera che imperversa. A valle fortunatamente il tempo e' migliore per
cui il rientro alla base di partenza non e' drammatico. Parlando della
sua ascesa del mattino, Renato confessa che, affrontando l'ultimo tratto
del percorso, gli sono venute meno le forze vedendo giu' in fondo due punti
neri in mezzo alla neve che credette potessero essere Pie ed il Vezz; ebbe
subito un sussulto seguito da un lampo di genialita': al prossimo tornante
avrebbe invertito il senso di direzione della sua bicicletta per attendere
i due con il segreto intento di dire che, stanco e preoccupato di aspettare
al rifugio, stava discendendo per andare incontro a chi sopraggiungeva;
per sua fortuna i due avevano da poco scaricato la bicicletta dalla macchina
e dopo aver percorso trecento metri ritornarono sui loro passi. Il conseguente
impeto di gioia e di vigore gli permise un sereno arrivo alla agognata
meta.
La sera si decide di mangiare in un ristorante segnalato dalla guida
del Gambero Rosso, malgrado i circa 4 km che lo separano dal paese. La
cena e' degna delle migliori tradizioni gastro: merita una particolare
segnalazione la torta millefoglie definita semplicemente sublime. Gran
giorno per Lucians il quale dopo la cerimonia del passaggio della maglia
rosa ricevuta da Tes, viene proposto ed acclamato nuovo presidente del
gruppo ciclo-eno-gastro SENZA FRENI (resta presidente onorario Gianpiero
Bellinvia). Ancora fresco di nomina il nostro si e' subito messo al lavoro
nominando i suoi collaboratori: Enrico Profumo cassiere (confermato), Gianni
Vezzani meccanico (confermato), Gianpiero Trupia segretario particolare
e consigliere, Aldo Cometti richiamato ufficialmente per aver ritardato
la partenza della tappa, Paolo Piacentini da definire e Pierangelo Tesoro
economo (confermato), nonche, addetto alla cura e all'assistenza della
persona del presidente (lo dovra, lavare vestire, nonche' pulire la bici
e portare il suo borsone durante la ciclo). Stanchi per la dura giornata,
Paolo, Gianpi ed Enrico chiedono ed ottengono un passaggio in automobile
dal padrone del locale; gli altri preferiscono fare la lunga passeggiata
per aver modo di digerire meglio il lauto pasto. Pensiero della sera :
Il Domani mi terro' leggero !.
Domenica 3 maggio - La cena al "Grottino"
Terza tappa : Guardiagrele - Rivisondoli 75 km
Guardiagrele (576), Pennapiemonte (669), Palombaro (536), Fara S.Martino
(440), Lama dei Perigli (669), Palena (767), V.co d. Forchetta (1270),
Pescocostanzo (1395), Rivisondoli (1320)
L'economo fa onore al suo incarico riuscendo a non far mettere nel conto
dell'albergo la colazioni, adducendo come pretesto il chiasso portato fino
a tarda notte per una festa danzante. Abbondante colazione in un bar del
paese di Guardiagrele e partenza verso le ore 10.00. Iniziano i problemi
meccanici dovuti a forature frequenti di Paolo: siamo a Palombaro. Il presidente
un po' farfallone fomenta scaramucce lungo il percorso e coinvolge Pie
e Paolo. Si passa da Fara S.Martino nota per le sue fabbriche di pasta,
ma i nostri, pur attraversando un luogo si' ameno, decidono di continuare
il viaggio (qualche mugugno, non necessariamente genovese, lo si e' registrato
ugualmente). Sosta a Lama dei Peligni ove Vez, Trups e Piacenza pranzano
in un ristorante, mentre gli altri decidono di mantenersi leggeri. La tappa
e' assai bella ed il sole resta caldo tutto il tempo; lunga strada in costa
con una veduta panoramica sull'intera vallata sottostante. Percorriamo,
infatti, la statale per Roccaraso da cui parte, all'uscita di una galleria
a strapiombo sulla valle, la stradina di accesso alla cabinovia che conduce
alla Grotta del Cavallone, detta anche della Figlia di Jorio. Salita al
Valico della Forchetta dopo la quale si giunge ad una vasta piana allagata
da uno specchio d'acqua con prati intorno e la ferrovia che corre affianco.
Molto bella la strada (interrotta per una slavina) che condurrebbe di Giove.
Pescocostanzo dopo aver fatto oltre 75 km di strada con circa 1800 metri
di dislivello complessivi. Paese molto pittoresco e d'antico aspetto posto
sulle pendici del monte in modo da sovrastare il vasto altipiano intorno;
molto marcata e' la presenza di varie attivita, artigianali. Il paese e'
molto bello e caratteristico, ma senza possibilita, per il pernottamento,
per cui si decide di puntare su Rivisondoli. Decisamente turistico questo
paese (non a caso e, una stazione di villeggiatura e di sport invernali)
in cui troviamo ospitalita, presso un'appartamentino di una signora anziana;
la contrattazione per il prezzo frutta la colazione, asciugamani per tutti
ed il sapone. Per gli amanti della cronaca sportiva Lucians si conferma
maglia rosa resistendo per soli 3 decimi di secondo all'attacco portato
sul valico da Piacentini in fuga solitaria vanamente inseguito dal Vezz
e Pie. Si decide di cenare a Pescocostanzo in un ristorantino consigliato
da una coppia napoletana incontrata sui bordi del laghetto. Il Grottino
- questo e' il nome del posto - si dimostra all'altezza delle migliori
aspettative ed i nostri eroi iniziano ad accusare il peso delle fatiche.
Passeggiata di oltre mezz'ora per tornare a Rivisondoli assai salutare
per la difficile digestione.
Apro una parentesi per la descrizione di Lucians visto in sella alla
bici da dietro; e' superfluo dire che quasi tutto corrisponde alla realta'.
Grosso borsone da viaggio tinta marroncino chiaro disposto sul portapacchi
perpendicolarmente ripetto alla direzione di marcia ed assicurato tramite
robusti elastici. Spicca da una sacca laterale l'inseparabile bottiglia
di plastica di acqua minarale naturale da 2 litri. Trattenuto dai lacci
il mitico 'bomber' ed il berretto di lana, il giornale 'La Repubblica'
ed il sacchetto di plastica con le cibarie. Marsupio 'Nike International'
legato in vita e robuste bretelle per sorreggere i pantaloni della tuta,
la cui giacca con la vistosa scritta 'PARACADUTISTI' e' avvolta alla cintola.
Su tutto spicca la maglia rosa graziosamente indossata.
Lunedi 4 maggio - Le panaie di Pettorano sul Gizio
Quarta tappa : Rivisondoli - Scanno 80 km
Rivisondoli (1320), Pettorano sul Gizio (625), Sulmona (405), Bugnara
(580), Anversa degli Abruzzi (556), villalago (930), Scanno (1015)
Pensiero del mattino "Chissa, cosa ci sta preparando la signora per
colazione ". Sveglia ore 07.30 colazione e preparativi per la partenza.
Ci aspetta una tappa di oltre 70 km che non dovrebbe essere particolarmente
dura. La giornata e' splendida con sole gia' caldo e un'aria fresca e frizzante.
La partenza avviene attorno alle ore 09.00. Si attraversa la Piana delle
Cinquemiglia formando il classico treno il quale, pero', perdeva ogni tanto
qualche carrozza. Si scende poi a Rocca Pia, un paesino incastrato nel
fondo valle sovrastato da un'enorme viadotto stradale, che riporta un po'
indietro nel tempo. Infruttuoso il tentativo di bere il latte appena munto.
Particolare curioso: una iscrizione su una porta di casa: "Questa famiglia
non e' cattolica". Lunga discesa a Pettorano sul Gizio e ricerca del panificio
conosciuto da tutti nella zona. Le panaie riescono a soddisfare l'appetito
di tutti, infatti pizza, focaccia e cornetti si sprecano; la spesa totale
e' sorprendente: 7900 lire e la qualita' e' ottima. La bottiglia di un
fresco vinello bianco acquistato da Gianni e Renato rappresenta poi il
tocco di squisita raffinatezza.
L'arrivo a Sulmona e' sotto un sole torrido che spinge all'acquisto
di cappellini e magliette maniche lunghe per ripararsi da fastidiose scottature.
Questa cittadina, situata in una conca della valle e cinta da una cerchia
di monnti, si rivela assai vivace e popolata, e fa onore al suo nome. Sosta
per gustare in relax un gelato e per comprare i famosissimi confetti confezionati
nei modi piu' diversi possibili. In uscita da Sulmona si percorre un tratto
in piano piuttosto brullo sotto il sole battente delle prime ore del pomeriggio.
Bella salita ad Anversa degli Abruzzi posta all'inizio delle Gole del Sagittario:
luogo incantevole che trova il suo culmine al laghetto artificiale che
forma il fiume all'altezza dell'eremo di S. Domenico.
A due chilometri da Scanno giungiamo in corrispondenza del pittoresco
lago omonimo a forma di cuore. La zona, verdissima grazie agli alberi prospicenti
l'azzurro specchio d'acqua, e' dotata di parecchie attrezzature per la
villeggiatura. Sulle rive si trova il Santuario della Madonna del Lago.
L'arrivo a Scanno avviene a meta, pomeriggio. Questo paese e' situato in
una gola alpestre della valle: ha il nucleo vecchio dell'abitato molto
caratteristico, ben conservato e pulito, a strette stradine e scalette
con antichi palazzetti ornati da meravigliosi portali. La ricerca di dove
andare a riposare le stanche membra non crea nessun problema; infatti si
opta per l'albergo Margherita il cui padrone - ciclista di vecchia data
- ci fa un buon prezzo per la mezza pensione. A gruppi separati si fa la
visita di questo grazioso paese ove le donne anziane, a rispetto delle
loro antiche tradizioni, circolano nei loro pittoreschi costumi. A sera
la cena e' abbondante e di buona qualita, (ottima la minestra); il padrone
dell'albergo si sfoga con noi perche, da giovane era l'unico del paese
ad andare in bici e ora che tutti vanno, lui non puo' a causa degli impegni,
la moglie, il lavoro, ecc. Pensiero della sera: riuscira' il povero GianTrups,
appena risvegliatosi dal pisolino schiacciato di fronte alla TV, a ritrovare
i suoi occhiali che peraltro porta gia' indosso?
Martedi 5 maggio - L'ex-alpino di Opi
Quinta tappa : Scanno - Pescasseroli (50 km)
Scanno (1015), Passo Godi (1564), Villetta Barrea (990), Opi (1250),
Pescasseroli (1167)
Il giorno precedente Lucians, provato dagli exploit precedenti, non
era riuscito a difendere la maglia rosa dai ripetuti assalti di Piacentini,
senz'altro il piu, determinato di tutti nelle varie fasi agonistiche del
percorso. La partenza avviene al solito orario (verso le 10.00) e il primo
tratto prevede una lunga ascesa di oltre 500 m al passo Godi: alcune dichiarazioni
rese dai vari partecipanti fanno gia, presagire battaglia per la conquista
del passo. Appena usciti dal paese il gruppo fa sosta alla sorgente per
riempire le borracce, ma Aldo che da cinque giorni non si toglieva lo zaino
dalle spalle, nemmeno rallenta e con piglio deciso sparisce alla vista
del gruppo distrattamente intento a dissetarsi. Il primo ad accorgersene
e', naturalmente, il leader della classifica provvisoria, Piacenza, che
zitto, zitto si avvantaggia; Trups e Tes, decisi questa volta a dare battaglia,
si lanciano all'inseguimento. La vallata sottostante e' assai bella e lussureggiante
e la giornata e', ancora una volta, di sole, ma non c'e, tempo da perdere
per guardare il panorama perche' a oltre 1200 m di altezza lo spettacolo
e' dato dai tre moschettieri della bicicletta che si stanno dando battaglia.
Dopo un lungo e duro lavoro ai fianchi, i due sfidanti (Pie e Trups) staccano
il defender (Paolo) logorato e visibilmente affaticato dalla lotta intrapresa.
Il vantaggio accumulato via via si allunga e ad un km dalla sommita' Tes
si scrolla di dosso (n.d.r.: con un allungo imperioso) il suo compagno
occasionale di salita ed arriva in solitudine alla sommita' del passo gia'
raggiunto da Aldo. A sorpresa, dopo vari minuti che non sono piu' dell'ordine
dell'unital, il Vezz e' quarto e molto dopo arriva, finalmente, Piacenza.
E' doveroso aggiungere che, in un estremo quanto inutile tentativo di rimonta,
Gianni montava la bici da corsa di Paolo, arrivato in MBK, con la speranza
di trarne reciproco giovamento. Alla sommita, del passo e' posta l'entrata
del Parco degli Abruzzi. A ranghi ricomposti il gruppo affronta la lunga
e spettacolare discesa a Villetta Barrea. Semplicemente stupenda e' la
vista del lago sottostante: lo scenario assai bello e' ulteriormente arricchito
dalla splendida giornata di sole che, ancora una volta, ci accompagnava.
Al di la' delle note sportive e della natura, e' da dire che lungo
tutto il percorso da Scanno a Villetta Barrea gli autoveicoli incontrati
non sono stati superiori alla decina, cio' per evidenziare (se mai ce ne
fosse stato bisogno) il piacere di andare in bici senza automobili tra
i pedali. Durante la discesa incrociamo un ciclista il quale risulta poi
essere un americano che stava facendo il giro d'Europa in bicicletta: era
partito dalla Grecia, attraversava l'Italia, per arrivare in Germania;
il tutto spendendo un totale inferiore a 100.000 lire (vivo interessamento
di Tes). Si fa una piccola sosta a Villetta Barrea per uno spuntino al
volo e si riparte alla volta di Pescasseroli; i soli Lucians e Paolo si
attardano a lavorare di mascelle. Strada davvero sorprendente per la sua
bellezza e per i profumi che si respirano; ad un certo punto si vede il
paese di Opi assai suggestivo perche' arroccato e isolato su un cocuzzolo.
Il richiamo e, troppo forte per tutti che non sanno dire no e puntano decisi
sull'erta salita che si stacca dalla strada principale e porta al paese:
dopo due chilometri di dura salita finalmente il cartello indicatore all'entrata
nell'abitato, ma dopo la curva una ripidissima salita sul selciato impegna
Pie, GianTrups, Aldo e Gianni. Una torre con orologio dominata piazzetta
posta al termine della salita ove vanno a riposarsi gli esausti ciclisti.
Il panorama che si gode e' dei migliori, le valli si alternano a perdita
d'occhio ed il cielo azzurro fa da cornice ad un volteggiare di uccelli
i quali lasciano cadere i loro escrementi su Trupone e Pierangelo intenti
a prendere il sole. Mentre Enrico e' rimasto ai piedi della salita ad attendere
il possibile arrivo dei due attardatisi a Villetta Barrea, i quattro onorano
la componente "eno" del giro bevendo dell'ottimo Montepulciano prodotto
da un simpatico ex-alpino il quale ci avrebbe lasciato andare solo dopo
aver completamente scolato la capace bottiglia. Il simpatico Ezio Di Vito
(questo e' il suo nome) va ad aggiungersi ai gia' tanti ammiratori/trici
che conta il gruppo "SENZA FRENI" e strappa la promessa dell'invio di una
foto che testimonia la sua presenza in mezzo a noi. Con enorme sacrificio
e solo per far piacere all'anziano alpino, gli allegri ciclisti riuscirono
ad andare a fondo all'impegno preso e quindi ricominciarono il loro viaggio
seguiti dai saluti e dalle lodi della gente locale. Scesi dal villaggio
i quattro si riuniscono con Enrico ed insieme puntano su Pescasseroli.
L'arrivo al paese e' caratterizzato da una lunga volata conclusa vittoriosamente
da Aldo su Pie, Trups, Vezz e, staccato, Profumo. Dopo una tappa di 50
km Aldo conferma il suo stato di grazia ed e' in rosa! Si contratta con
un anziano personaggio la pensione il cui nome e' Macro' e, pur essendo
trascorso parecchio tempo, dei due dispersi nessuna traccia. Mentre Trups
ed Enrico rimangono a presidiare il posto, Gianni, Pie ed Aldo lasciano
gli zaini e le borse nella pensione e tornano sui propri passi nella speranza
di incrociare al piu' presto i due mancanti all'appello. Succede pero'
che Aldo e Pie si fermano ai margini del paese a parlare con un altro gruppo
di ciclisti austriaci di mezza eta, scortati da un romano, i quali stavano
facendo piu, o meno il nostro percorso all'inverso: infatti erano partiti
da qualche giorno da Roma per andare a Pescara. Il Vezz dopo qualche chilometro
finalmente incontrava i due: guai relativi alle plurime bucature di camere
d'aria fatiscenti avevano bloccato Paolo il quale, per sua fortuna, trovo'
in Lucians il solo ed unico punto di riferimento sempre pronto ed efficace.
Pescasseroli e' il cuore del Parco degli Abruzzi e rappresenta la base
per le escursioni nel Parco; questa sua caratteristica fa si, che sia meta
costante di carovane di turisti su grossi pullman, nonche' di gruppi
scolastici in visita. Vista l'ora (potevano essere le cinque del pomeriggio)
4/7 del gruppo decide di salire sul Monte Tranquillo a bici scariche.
Nel frattempo Paolo ed Enrico si riposano e Gianpi va dal barbiere
a tagliarsi i capelli per aumentare il suo cx (per quando e' in bici) ed
il suo sex-appeal (per la gioia delle sue numerosissime fans). Sterrato
pietroso ed irregolare in salita assai dura, ma non impossibile; il sentiero
si addentra nel bosco e dopo quasi un'ora i tre che aprono la strada fanno
sosta in una deliziosa radura per attendere Renato: in questo luogo incontaminato
coperto da un morbido tappeto verde illuminato da un sole ancora tiepido
e sorvegliati da un bel crocifisso in ferro battuto, Gianni e Lucians si
affrontano in un incontro di lotta libera. La quiete della vallata viene
a tratti interrotta da urla lanciate dai due avversari: dopo alterne vicende
Renato viene schienato dall'astuto Vezz; in uno scatto misto di rabbia
e delusione aggredisce un ignaro ciclista (Pie) buttandolo a terra con
violenza e si accanisce con furore, ma dopo un primo momento di sorpresa
la reazione di Pierangelo e' determinata e potente: Renato distrutto dalla
fatica soccombe al di lui piu' fresco rivale, subendo l'umiliazione di
una seconda schienata (n.d.r.: ai richiedenti si e' in grado di fornire
documenti fotografici a perenne testimonianza). Si riprende con vigore
la salita che diventa via via piu, faticosa e difficile, mentre ai bordi
del sentiero cumuli di neve fanno la loro comparsa. Dopo un'altra ora finalmente
si giunge al Santuario della Madonna da cui si puo, ammirare tutto intorno
il paesaggio. E' da registrare un tentativo dei tre (in attesa del quarto)
di arrivare al Monte Tranquillo; ma vengono bloccati dal terreno non piu,
pedalabile, dalla neve, dalla fatica e dalle mucche. La discesa dagli 11
km di sentiero accidentato viene intrapresa dai quattro a muso duro: lo
sterrato e' molto impegnativo, ma i nostri sono gasatissimi e si lanciano
in audaci passaggi alternativi al sentiero. Durante uno di questi Pie,
preoccupato per l'assenza di Lucians, si distrae e incastra la ruota anteriore
tra i massi compiendo uno spettadolare giro della morte in pieno bosco.
Al termine della lunga discesa, fatta tutta d'un fiato, varie parti del
corpo erano dolenti per le ripetute sollecitazioni subite, in particolare
mani e polpacci. Ritorno in pensione ove ci accoglie Trups col suo nuovo
look. Doccia e cena al Picchio, un ristorante che ci vede protagonisti
di una grande performance masticatoria: le enormi bistecche sono la portata
che piu' delle altre ha impressionato. Pensiero dell sera: mangiando un
piatto di pasta e fagioli, mai chiedere a Renato il nome dei fagioli; la
risposta sara': - Fagioli ! -
Mercoledi 6 maggio - La beffa di Alatri
Sesta tappa : Pescasseroli - Alatri (110 km)
Pescasseroli (1167), Forca d'Acero (1535), S.Donato (728), Alvito
(476), Sora (300), Carnelo (310), isola d. Liri (315), Casamari (290),
Veroli (594), Alatri (502)
Tappa volutamente allungata con variazioni del percorso decise per cercare di avvicinare il piu' possibile la carovana ai Castelli Romani allo scopo di aver la possibilita, di fare un giro completo dei colli. La sveglia e' verso le ore 08.00 e in un bar del paese avviene la cerimonia del passaggio della maglia rosa da Paolo ad Aldo il quale la indossa con orgoglio. Una protesta ufficiale pero, si leva da Enrico il quale esprime forti dubbi sulla regolarita, della gara: egli infatti richiede l'antidoping per i quattro di opi e la conseguente squalifica per aver assunto alcoolici. Aldo piu' di tutti si difende e cerca di esercitare una cauta lobby sul comitato affinche' gli venga confermata la vittoria di tappa e la maglia,rosa. Investito dell'autorita, di decidere cosa fare, il Magnifico Presidente (Luc) sentenzia che i quattro hanno agito in perfetta osservanza delle regole di fondo delle ciclo-eno-gastro-turistiche, respingendo percio, il ricorso e confermando Aldo in rosa. . Acquisti e incetta di adesivini nella sede del Parco e partenza da Pescasserol verso le 10.00. Salita a Forca d'Acero ove e' posto il confine tra Abruzzo e Lazio: circa 12 km di salita con 450 m di dislivello dolce. Aldo regola l'arrivo su Trups e via via tutti gli altri. Ancora polemiche per la maglia rosa. E' curioso osservare che durante l'ascesa si riesce a vedere il paese di Opi che da' l'idea di una grossa bara adagiata sulla collina. Dall'altezza di 1600 m lunga discesa con la vallata che si apre improvvisamene al bivio tra Sora e S.Donato si punta su quest'ultimo: la strada e' una discesa con larghe curve ed assoluta assenza di automobili che invita alla velocita'. Sul filo dei 60 km/h ha luogo una entusiasmante e faticosissima discesa con continui ed audaci sorpassi tra Gianni, Paolo, Aldo, Pierangelo e Gianpi, che si conclude in paese. Si decide di non puntare su Arpino, bensi, di andare direttamente verso l'Abbazia di Casamari. A questo punto frequenti errori di percorso portano il gruppo un po' fuori strada. Si sfiora Sora, per poi giungere a Isola del Liri. L'aspetto interessante di questa cittadina e' dato dal fiume che forma una cascata proprio sotto il Castello di Boncompagni circondato dal parco. Il tentativo di entrare nel castello e' scoraggiato dall'inaspettata reazione del custode alla vista delle biciclette (si poteva capire se fosse stata alla vista delle persone) malgrado l'intercessione della figlia colpita dal fascino dei ciclisti (il Vezz in particolare). Si riprende il viaggio con Gianni che trova sul bordo della strada un elefantino di plastica che, premuto, emette un grazioso suono; non sto a spiegare come, fatto sta che il ritmo della pedalata di Gianni veniva scandito da questo suono, mi limito a dire che, dovendo con le mani tenere il manubrio, il Vezz penso' di conservare l'elefantino in luogo sicuro. E' bene tenere a mente quanto ora riportato perche, in seguito avremo ulteriori particolari di questa vicenda molto scabrosa. Si giunge alfine a Casamari con conseguente sosta e visita all'Abbazia dei monaci cistercensi che rappresenta un esempio praticamente unico nel suo genere. Riusciamo ad ottenere anche l'autorizzazione a visitare la biblioteca la quale raccoglie volumi dal Cinquecento in poi che trattano principalmente argomenti teologia, filosofia, storia della chiesa. Non vi sono opere miniate poiche' quelle poche che si sono salvate da furti ed incendi sono, da tempo, state portate a Roma. Si riparte alla volta di Veroli per poi puntare su Alatri. Questa tappa risulterai essere la piu, lunga del percorso coperto: infatti si faranno in totale circa 110 km. Malgrado i chilometri sulle spalle (o meglio nelle gambe), la salita a Veroli consente di punzecchiare Aldo in rosa, ma il definitivo attacco avviene a qualche chilometro da Alatri, posto, manco a dirlo, in sommitao di un colle. Seguiamo con attenzione la cronaca dell'arrivo. Prima scatta Paolo che tira con se, Aldo, poi di prepotenza passa in testa Gia e si forma una fila indiana di cinque biciclette; per una decina di minuti i corridori sono uno dietro l'altro a chiudere ogni tentativo di Gianni volto a staccarsi. La salita si fa piu' impervia ed il gruppetto a poco a poco si sgrana sotto i vibranti colpi del Vezz che affonda con decisione: solo Trups e Pie trovano insieme la forza di rispondere ed inseguono ad una ventina di metri. I tornanti si susseguono ed il distacco non varia con le gambe indolenzite ed il fiato sempre piu' affaticato. Forte e' il disappunto e la costernazione dei due inseguitori nel non vedere piu' il battistrada all'uscita dell'ennesima curva, ma i due non mollano e continuano ad aggredire con rabbia la salita. Scorrono i cartelli segnaletici lungo la strada; Alatri: 2 km, Alatri: 1 km, Alatri: poco distante, ed il ritmo non si abbassa per la conquista del secondo posto. La spunta di una incollatura Trups su Pie dopo aver percorso l'ultimo chilometro tutto in piedi sui pedali. Ma di Gianni nessuna traccia ! Dopo qualche minuto arriva anche Aldo. Ma Gianni non si e, ancora visto Passa un po' di tempo ed arriva Paolo in compagnia del Vezz. Cosa era successo ? All'uscita di un tornante ai bordi della strada c'era una cappella, all'esterno della quale un gruppo di persone stava dicendo il rosario; Gianni, un pochino provato per la sua fuga solitaria, era riuscito a confondersi tra le persone presenti rimanendo nascosto alla vista dei suoi inseguitori. Ragion per cui Trups viene proclamato vincitore di tappa e nuova maglia rosa, mentre Gianni viene mandato a "daddul, (contrazione in uso a Genova per dire di andare a dare del ... ). Alla fine della sesta tappa finalmente Frignon e' in rosa. Segue una laboriosa ricerca per dove andare a dormire, risolta dalla pensione Sagittario in cui si decide anche di cenare, vista l'ora e la distanza da coprire per ritornare nel paese di Alatri. Pensiero della sera: molto probabilmente l'interno dell'Abbazia di Casamari avrebbe avuto una luce diversa, se Pierangelo si fosse ricordato in tempo di togliersi gli occhiali da sole.
Giovedi 7 maggio - Le fragoline di bosco di Nemi
Settima tappa : Alatri - Nemi 87 km
Alatri (502), Ferentino (395), Anagni (424), Colleferro (200), Nemi
(521)
Dopo la sveglia il gruppo compatto si dirige nuovamente verso il paese
per fare colazione e per la visita. Alatri e' una cittadina di antichissima
origine e di aspetto medioevale, situata sopra un colle a olivi con l'esempio
piu' perfetto di acropoli fortificata meglio conservata in Italia: occupa
l'alto del colle ed ha una cinta di mura poligonali lunga 2 km con cinque
porte. La porta dell'Areopago e' particolarmente suggestiva: il suo architrave
e' formato da un monolito di oltre cinque metri. Si e' inoltre calcolato
che il peso complessivo del monolito e' di poco inferiore ai 100 Lucians
(prima della ciclo); usando come unita' di misura il Lucians dopo la ciclo,
la cifra sale in modo direttamente proporzionale ai chilometri percorsi.
Per inciso, tra i benefici di questa ciclo, Renato puo' annoverare un evidente
diminuzione in volume della pancia e la perdita dello stimolo di fumare
(chissa, se durera', sperem ... ). Si riparte alla volta di Ferentino,
altra cittadina posta sopra un colle lungo la via Casilina: siamo alle
pendici dei monti Ernici e l'orografia e' tutta collinosa in un continuo
saliscendi, con viste sulla campagna sottostante mentre sullo sfondo si
stagliano i monti. Si ridiscende da Ferentino per andare ad Anagni evitando
la Casilina a vantaggio di strade interne che passano per i campi. Anagni
e' una pittoresca cittadina di aspetto in parte medioevale posta anch'essa,
manco a dirlo, su di un colle.
Il lungo strappo in ripida salita avviene attorno l'una pomeridiana
sotto un sole cocente e mette a dura prova tutti quanti. Si mangia qualcosa,
precedentemente acquistata ad Alatri, all'ombra degli alberi di una piazzetta
alla periferia del paese prima di far visita al centro: belle stradine
ed una cattedrale da ammirare insieme al suo poderoso campanile. Un complesso
architettonico di rara bellezza rovinato pero' dalla presenza di automobili
posteggiate. Data l'ora ancora troppo calda si fa sosta in un bar con giardino
per gustare un gelato e su consiglio di qualche avventore del bar si opta
per un altro cambiamento di percorso: invece di puntare su Segni e poi
Velletri, attraversando strade secondarie si decide di fare un pezzo della
Casilina e passare per Colleferro. La strada, a differenza di quanto assicurato,
si rivela molto trafficata ed inoltre gli automobilisti laziali si dimostrano
essere realmente buzzurri, non dando un grosso esempio di correttezza nei
confronti dei poveri cicloturisti. Per la prima volta dal primo giorno
di pedalata si fa la conoscenza con ciclisti locali i quali evidenziano
una eccentuata competitivita', ma prima Aldo e poi il magico Vezz danno
dimostrazione di freschezza e di vigore atletico ai competitori incontrati
lungo la strada. La sola parte di questa nuova frazione di percorso degna
di nota e' quella che abbandona la via Latina ed entra nel Parco dei Castelli
Romani: infatti lo scenario naturale cambia in bene in maniera improvvisa
e, come per magia, le automobili si rarefano. L'arrivo a Nemi avviene attorno
alle 17.30 dopo circa 87 km di strada e, purtroppo per noi, sarebbe stato
meglio non avessimo apportato alcuna variazione al tragitto previsto, il
quale sarebbe stato sicuramente piu' faticoso e lungo, ma piu' congeniale
per un traffico ridotto e piu' bello dal punto di vista naturalistico.
Nemi e' un pittoresco borgo dei Castelli Romani in bellissima posizione
a picco sul lago omonimo molto grazioso e molto frequentato da turisti
stranieri. Abbiamo non pochi problemi per trovare un posto ove dormire,
ma la gentilissima padrona dell'Hotel Rifugio, con annesso ristorante e
vista sul lago (tutto prenotato), riesce a trovarci una sistemazione presso
il Ristorante Monte Artemisio (con annesso hotel) locato sulla via dei
laghi tra Marino e Velletri. Si consuma la cena all'interno del ristorante,
mentre alla televisione scorrono le immagini dell'incontro di andata della
finale per la coppa Italia tra Juve e Parma naturalmente rubata dalla squadra
bianconera, poi si fa una passeggiata fino a Nemi a gustare la specialita'
di questo paese, le fragoline di bosco, da tutti apprezzate nei diversi
modi proposti (zucchero e limone, maraschino, vino bianco, ... anche se
il prezzo non e' economico.
Venerdi 8 maggio - La calata su Roma
Ottava tappa : Giro dei Castelli e Roma 120 km
Nemi (521), Genzano (435), Ariccia (412), Albáno (400), Castel
Gandolfo (426), Frascati (320), Roma (20), Nemi (521)
Avendo trovato la base a Nemi, si pensava di fare il giro completo dei Castelli Romani senza l'appesantimento delle borse, ma una telefonata ricevuta da Gianni in camera alle sette del mattino, avvisa che alle 19 circa del pomeriggio arriveranno alla stazioni Termini Veronique', Paola e Mara e, mentre Veronique si accompagnerai' ad Aldo in un centralissimo albergo romano, Mara si accompagnera, al suo ragazzo romano, Paola non la accompagnera nessuno a raggiungerci a Nemi. Il Vezz non ha dubbi: ad una certa ora andra' con Aldo in stazione a Roma, e tornera' a Nemi portando con se, Paola e la bicicletta di Aldo ( non si e' ancora capito se c'e stato un atto di estrema generosita' da parte di Aldo, oppure se il Vezz abbia fatto ricorso ad altri metodi di persuasione; comunque sia non si puo, dare una S-BIKE in mano a dei pivellini ! ). Colazione a Nemi sopra il lago e via dei Laghi direzione Genzano e quindi Ariccia. Siamo fermi ad Ariccia guardando mappe e cartine, quando un fotografo de "Il Messaggero" ci chiede di posare per lui: come in certe scenette comiche sugli esibizionisti che, facendo finta di nulla, passano e ripassano davanti alla telecamera con aria idiota, a volte facendo anche il salutino alla mamma o alla fidanzata, cosi' la presenza del fotografo provoca in alcuni componenti del gruppo la voglia irresistibile di comparire sulle pagine del giornale mettendosi in pose demenziali. Pochi si dissociano e, naturalmente, aggiornano il giornale di bordo dell'accaduto. Da Ariccia si passa ad Albano Laziale e da qui a Castel Gandolfo. La carovana passa attraverso questi paesi facendo dei giretti di perlustrazione soffermandosi di piu, proprio nella piazza principale di Castel Gandolfo su cui si sporge il balconcino della residenza estiva del Papa (dopo 2 km di giardini protetti da mura e carabinieri armati). Foto ed acquisti di oggetti ricordo di vario genere e discesa verso il Lago di Albano lungo la quale Aldo perde la sua borraccia d'acqua raccolta dal sopraggiungente Pierangelo. Quest'ultimo, nel superare Lucians, inavvertitamente lo bagna: fu cosi' che il lago divenne teatro di una delle piu' cruente battaglie d'acqua che da Pie e Lucians coinvolsero via via quasi tutti gli ex-ciclisti. L'entrata in campo di Paolo con la borraccia caricata con succo d'ananas, provoco' effetti disastrosi su chi venne investito dal copioso getto di liquido giallo e appiccicoso; l'armistizi fu subito accettato da tutti e la pace fu discussa in riva al lago di fronte a panini a base di porchetta. Si costeggia il lago con obiettivo Monte Cavo (m. 949) su cui verra, assegnato il GPM e la maglia rosa. Alle pendici del monte, il duo Cometti-Piacenza prende qualche centinaio di metri di vantaggio sull'incredibile Profumo lanciato all'inseguimento; il resto del gruppo, staccato, ha modo di osservare Enrico il quale stava affondando sui pedali come non mai. A poco a poco Tes riesce a riportarsi su di lui, che pero' non cede e (udite, udite) si alza sui pedali; poi il vezz, di forza, si porta sui due e se ne va con Pie che riesce a tenere la ruota per oltre due dei sei chilometri piuttosto ripidi di salita del monte. I due in fila superano di slancio prima Paolo (intento a fare un servizio leggero) e poi Aldo (unico ad essere ancora gravato dal peso dello zaino, gli altri erano scarichi) e a poco piu' di un chilometro dall'arrivo Pie prova a scattare con Gianni che non riesce ad opporsi causa il dispendio di energie profuse in precedenza: Tes taglia il traguardo con oltre un minuto e mezzo su Gianni. Grande impresa anche di Cometti che da otto lunghi giorni si toglieva lo zaino dalle spalle solo prima dell'appuntamento giornaliero con la doccia. Paolo propone di accompagnare Gianni ed Aldo a Roma trovando d'accordo Trups e Pierangelo. Discesa giu' dal monte Cavo per la Via Sacra e solo a Rocca di Papa si riesce a trovare una fonte per dissetarsi: la battaglia in riva al lago aveva prosciugato le borracce. Mentre Lucians ed Enrico tornano alla base (Nemi), Vezz, Aldo, Paolo, Pie e Trups deviano su Frascati, fanno riserva di cibo.e di vino e puntano decisi su Roma. La calata sulla citta' eterna non ha precedenti: grazie ad un costante pendio della via Tuscolana i cinque viaggiano velocemente ed in breve raggiungono la periferia della citta' che si estende per diversi chilometri. il traffico e' esagerato ed i ciclisti sentono lo smog scorrere nelle vene esaltandosi. Ormai senza piu' ritegno e perfettamente integrati nel caos cittadino i ciclisti schizzano in mezzo alle macchine, guidati da Pie che troppo spesso non riesce a tenere la testa del gruppo. Due episodi su tutti sono degni di nota. Il primo e' una scena alla Cynar di Paolo in mezzo al crocicchio, con semaforo rosso e la macchine che passano a destra, a sinistra, avanti e dietro ed il vigile affacciato alla garitta che con estrema serenita' gli fa cenno di no col dito. Il secondo avviene in presenza di un altro semaforo rosso con tutte le bici allineate insieme a motorini impallati da ragazzini chiusi nei loro caschi integrali: le visiere tirate giu' non nascondono l'espressione di sfida nei nostri confronti subito raccolta. Al segnale verde le bici scattano coi motorini per una "scianca" senza storia perche' la ripresa delle bici e' bruciante. Non c'e' rispetto per nessuno, nemmeno per i poveri passeggeri del tram che devono porre molta attenzione a scendere dal mezzo pubblico. Tutti ossequiano rispettosamente Sua Maesta' il Colosseo tranne Paolo che va in Piazza Venezia a vedere la finestra del Duce. Aldo lascia i bagagli nella pensione, mentre Pie propone il Giro de Sette Colli di Roma da farsi nella mezzoretta che separa dall'arrivo del treno delle fanciulle. E' in questa fase che Gianni, giocando con un bimbo seduto sul passeggino accompagnato dalla giovane madre, dona (ahime!) al piccino il giocoso elefantino consigliando la mamma di non farlo portare alla bocca perche' lo aveva trovato per strada, omettendo pero, di dire dove, per un certo periodo di tempo, lo aveva conservato. Alla stazione Termini avviene il passaggio di consegne tra Aldo e la Paola con il primo che affida ai restanti la cura della bicicletta nonche, di Paola (commovente e' la lacrimuccia di Aldo all'arrivo di Veronique; qualche maligno afferma invece che e' per la bicicletta). Piu' di trenta chilometri in leggero pendio separano Roma da Nemi per cui si affrettano i saluti; non si resiste alla tentazione di percorrere l'Appia Antica mentre il sole sta tramontando. Iniziano a calare le prime ombre della sera ed i ciclisti si sono lasciati alle spalle Ciampino; nel buio della notte solo Vezz (che chiude la fila) e Trups (posizionato in avanti) sono dotati di una luce rossa intermittente posteriore per farsi notare dagli automobilisti di passaggio. Con la Paola che accusa sempre piu, il peso della fatica i nostri superano uno dietro l'altro Albano , Ariccia, Genzano per attaccare l'ultimo tratto in salita che li separa da Nemi. Paola e' giunta alla frutta e a turno gli altri la spingono fino alla trattoria in cui Renato e Enrico attendono. La diretta interessata rilascia una dichiarazione molto contestata in cui individua in Paolo il miglior spingitore. Verso le undici di sera stanchi ed affamati i nostri eroi giungono a destinazione ed il gruppo si ricongiunge in trattoria per scambiarsi le diverse vicissitudini. Tutti a nanna a riposare: domani sara' la tappa conclusiva.
Sabato 9 maggio - La festa ed il bagno nel Tirreno
Nona tappa : Nemi - Torvaianica 40 km
Nemi (521), Cecchina (120), Ardea (30), Torvaianica (0)
La sera precedente Enrico aveva raccolto la telefonata di alcuni amici
romani di Pie i quali si sarebbero riuniti al gruppo per fare insieme il
tratto conclusivo della ciclo. L'accordo tra i due al telefono, pero',
non fu dei migliori poiche' l'incontro tra i due gruppi non avvenne e si
decise di partire alla volta di Torvaianica senza piu' aspettare, per non
rischiare di arrivare in ritardo a casa di Ivana. Per i non informati Ivana
e' la girlfriend di Pierangelo e il giro si chiude a Torvaianica perche'
e' la' che i genitori di Ivana hanno una casa con giardino vicino al mare
ed e' la, che i protagonisti della ciclo verranno festeggiati ed e' la
che Ivana festeggiera, in anticipo il suo compleanno. Senza note particolari
la discesa verso il mare in una giornata di pieno sole; il gruppo transita
in perfetto orario a Marina di Ardea, a pochi chilometri dall'arrivo, con
Lucians che per primo, ed unico, tocca il mare aggiudicandosi definitivamente
la maglia rosa. Si acquista un bigliettino contenente il regalo per il
compleanno di Ivana da ritirarsi da Barelli (cosa avrebbe potuto regalare
il gruppo ciclo, se non una bicicletta ?) e si riparte per Torvaianica
ove si giunge puntualissimi alle 12.30. Dopo poco arrivano anche Aldo,
Veronique, Mara e Luca, Paolo trova la sua amica, Caterina, con la quale
si era messo d'accoro precedentemente, ed arrivano, infine, anche gli amici
romani coi quali ando' male l'appuntamento mattutino. Tutti i presenti
(oltre venti persone) hanno avuto modo di apprezzare la cucina della mamma
di Ivana crogiolandosi nel giardino della casa al riparo degli ombrelloni.
Al termine dell'ottimo pranzo Lucians viene solennemente proclamato vincitore
del giro tra un tripudio generale delle sue molteplici fans. Lunga passeggiata
sulla spiaggia per aiutare la digestione e tuffo in mare conclusivo. Verso
le sei tutti i componenti del giro, ad eccezione di Aldo e Pierangelo (in
dolce compagnia delle rispettive meta'), si ritrovano a pedalare alla volta
di Roma ove vi giungono a sera gia' fatta. La spedizione delle biciclette
ed il viaggio di ritorno a casa e' per tutti indistintamente, la chiusura
di un'avventura divertente, affascinante e un po' faticosa, che si e, svolta
in un clima di grande affiatamento, accompagnati da belle giornate e splendidi
paesaggi; unico neo: non si e' mai potuto chiudere un pasto con il tradizionale
nocino ...
Che p.... riprendere lunedi' il lavoro !!!
Ciao a tutti, Pierangelo