I caldi monti Toscani al confine con la Romagna
PREMESSA
Molto belli e verdi i luoghi proposti. Ci si immerge in un verde e fresco
bosco d'alti pini.
Anche la sera la cena ricava molto dal caldo cuore delle genti toscane.
ITINERARIO
Il percorso non e' il classico itinerario a tappe ma, partendo da una localita' fissa, ci permette di percorrere, a stella, tutto il territorio circostante. Il periodo consigliato puo' essere anche quello piu' caldo visto che noi, la mattina, si sentiva quasi freddo rimanendo sotto le piante. Cercate un buon agriturismo, noi lo abbiamo trovato ma era completo ed alla fine una pensione ci ha dato rifugio per i pochi giorni che siamo rimasti. Prima di proseguire e' utile procurarsi una cartina delle montagne circostanti visto che questi itinerari non si svolgeranno su strade battute ma in alcuni casi su sentieri appena segnati. La descrizione dei percorsi non e' molto particolareggiata per costringervi a comprare una cartina. Ritengo questi percorsi (almeno i primi tre) adatti a cicloturisti esperti.
Prima tappa : km 92 / dislivello 1120 m / 7 ore
Soci - Moggiona - Eremo di Camaldoli - Ridracoli - Casanova d'Alpe - Eremo - Soci
Seconda tappa : km 79 / dislivello 920 m / 6 ore
Soci - Eremo di Camaldoli - Passo la Calla - M.te Falterona - Stia - Poppi - Soci
Terza tappa : km 95 / dislivello 855 m / 7 ore
Soci - Eremo di Camaldoli - Badia Prataglia - Passo dei Mandrioli - Valico di Montecoronaro - La Verna - Bibbiena - Soci
Quarta tappa : km 75 / dislivello 1020 m / 7 ore
Soci - Poppi - Pratomagno - Poppi - Soci
Pietro - Pier: rimane il piu' preparato fisicamente
e, per chi scrive, rimane un mito di costanza e preparazione sia tecnica
che fisica. Rimane memorabile il distacco che mi diede durante una scalata
sino a 2800m (circa un'ora).Nonostante sia sempre pronto alla competizione,
rifugge le classiche gare di bici da montagna che si organizzano nella nostra
zona. Potrebbe dare la paga a molti giovani che sembrano essere ben preparati
in pianura.
Ambrogio : purtroppo sempre piu' gli anni sfilano nella mia vita e rimane solo il ricordo delle avventure passate. Forse e' per questo che sto' scrivendo tutto cio'.
Enrico : compagno d'avventure estreme
di un giorno, lo abbiamo raggiunto (Pietro e Ambrogio) durante le vacanze
con la famiglia. Reciso momentaneamente il cordone ombelicale dei figli e
della moglie, si e' dedicato, per qualche giorno, al divertimento della pedalata
in compagnia tra i monti toscani.
NOTE
Eremo di Camaldoli : Luogo di culto e di preghiera. E' posto in un bosco molto fresco che ci permette di gustare a pieno della sua frescura soprattutto durante i caldi e assolati pomeriggi estivi. Vi ricordo che in loco e' presente una buona e fresca fontana.
Poppi : ridente cittadina toscana sormontata da un castello massiccio. Utile punto d'appoggio in caso di difficolta' sia fisico che del mezzo. Vi sono ottimi ristoranti e osterie. A voi la scelta.
La Verna : Altro luogo di culto e di preghiera. Chi scrive non ha potuto raggiungerlo causa la non perfetta forma fisica e l'errore nel percorso che ci ha fatto perdere quota.
Monte Falterona : e' per i toscani il monte principale di tutta la regione, non per niente ci nasce l'Arno. Noi abbiamo percorso tutto il crinale sino alla cima piu' alta.
Lingua : sembra strano parlare della lingua toscana ma a me' fa sempre un grande effetto. Rimane sempre una bella musica la cadenza che un vero toscano da' al suo parlato. Grandi ricordi mi sconvolgono quando visualizzo nella mia mente una ragazza toscana, la sua voce, una dolce vacanza, il mare, la spiaggia ...
LA CRONACA DEL GIRO
Martedi' 2 agosto 1994 - L'arrivo in Toscana
Soci
Il viaggio e' affrontato con il mezzo ormai omologato
2+2. Due persone con due bici al seguito e custodite dentro l'abitacolo senza
avere problemi di fronzoli esterni che portano ad un maggior consumo di carburante.
Saremmo dovuti essere in tre' (ci doveva essere anche Rino) ma la moglie
non gli ha aperto la catena ed e' rimasto a casa. Raggiungiamo Enrico e famiglia
all'agriturismo dove hanno deciso di passare le loro vacanze. Purtroppo tutto
e' prenotato e nonostante i ripetuti sforzi non si libera neanche un sottoscala.
Si riparte alla ricerca di un tetto sopra un letto. Dopo diversi tentativi
si trova una pensione nel paesino di Soci.
Soci e' un paese di passaggio. Come ogni borgo italiano, ha una sua storia
e una sua leggenda, ma non mi ha particolarmente stimolato.
Questa avventura e' affrontata senza bagagli al seguito e per questo viene
trovata una sistemazione piu' lussuosa del solito visto anche che siamo stati
a dormire per alcuni giorni.
Mercoledi' 3 agosto 1994 - La prima scalata all'Eremo
Soci - Moggiona - Eremo di Camaldoli - Ridracoli - Casanova d'Alpe - Eremo - Soci
Il primo incontro con il fresco del bosco. Il percorso di oggi rimane in localita' amene e distanti da centri abitati. Il consiglio che do' e' di non percorrerlo se il tempo o la condizione fisica non lo permette. Io lo considero molto impegnativo sia dal punto di vista tecnico che fisico.
Alla mattina presto ci si sveglia e dopo un'abbondante
colazione si raggiunge Enrico al suo "Eremo". Salutata la moglie e rincuorati
i figli si parte direttamente in salita. Dopo un breve sterrato e seguiti
da un nugolo di mosche si raggiunge prima una folta pineta e poi l'Eremo
di Camaldoli sotto un cielo coperto di verdi pini. Al fresco dell'ombra dei
giganteschi pini si raggiunge prima un passo sopra l'eremo e poi un piccolo
sentiero che a sinistra scende velocemente nel bosco (occorre trovarlo sulla
cartina). Il sentiero e' molto impegnativo ed a tratti non e' pedalabile
almeno per i comuni mortali. Se tutto procede bene si arriva sul fondo di
una valle nei pressi di una casetta usata dai guardaparco. Nella casa ci
assicurano che il sentiero che vogliamo percorrere e' impraticabile. Noi
non nuovi a esperienze del genere proseguiamo. Abbandonata la casa dei guardaparco
occorre tenere la sinistra e imboccare una strada che sale dolcemente. Subito
capiamo perche' il sentiero viene giudicato impraticabile. Molte piante sono
messe di traverso lungo la strada e la pedalata viene continuamente interrotta
per superare i vari ostacoli. Il sentiero (strada che potrebbe essere percorsa
da mezzi motorizzati quali fuoristrada o simili se non ci fossero i tronchi)
rimane in costa e ci permette di ammirare il lago di Ridracoli sotto di noi.
Abbiamo capito che dobbiamo abbandonare la strada (che devia e scavalca il
lato orografico che abbiamo percorso) per puntare piu' decisamente verso
il paese di Ridracoli. La discesa si svolge su un sentiero stretto, molto
scosceso e irto di rovi, e presto ci si graffia tutte le gambe. In paese
si puo' comprare panini per mezzogiorno e riposarsi della lunga e difficoltosa
discesa .Rifocillati e rinfrancati si parte in salita sotto un sole infernale
su una strada sterrata sul lato sinistro del paese guardando le montagne
ed il lago. Tutta la salita viene affrontata consapevoli del caldo (e' l'una)
e della poca acqua che si trova lungo il percorso. Quando la strada spiana
si raggiunge il paesino di Casanova d'Alpe dove si puo' bere e riposarsi
dell' arsura estiva all'ombra di una grande pianta su un'erbetta verde e
fresca (questa e' stata la mia impressione, magari la pianta non e' cosi'
grande e l'erba non e' sicuramente quella di un prato all'inglese pero...).
Seguendo la strada si raggiunge un bivio, seguire a sinistra. Occorre abbandonare
la strada poco dopo e proseguire su un sentiero segnato che prosegue in salita
verso la strada che abbiamo percorso la mattina. Il sentiero e' come al solito
poco agevole. Se si pedala cercando di fare poco rumore si puo' vedere degli
animali. Non sono riuscito ad identificarli visto come sono fuggiti appena
si sono accorti di noi. Potevano essere dei caprioli.
Sbucati sulla strada la si ripercorre in senso inverso per raggiungere la
pensione di Soci. Il ritorno si svolge tutto in discesa e ci permette finalmente
di riposare.
Giovedi' 4 agosto 1994 - Sulla cresta delle onde tra Toscana e Romagna
Soci - Eremo di Camaldoli - Passo la Calla - M.te Falterona - Stia - Poppi - Soci
Tappa perfetta e riposante, a cavallo dello spartiacque tra Toscana e Romagna
La mattina, al solito, si parte presto. Si affronta la salita fatta il giorno prima e poco dopo l'eremo di Camaldoli si segue un sentiero che punta direttamente verso il crinale della montagna. Non senza difficolta' si raggiunge il crinale che ci accoglie con un sentiero bello e largo. Molto bello il paesaggio e la vista che si vede da questa cresta anche se a tratti il bosco si fa' fitto e silenzioso. Il sentiero, tra gli alti castagni finisce per entrare in un bellissimo bosco di nocciole, per ritornare subito dopo sormontato da alti faggi e castagni. Tutto si sussegue in un turbine di sali scendi infiniti. Si passa dalla destra alla sinistra orografica della montagna ad ogni cengia. Non si puo' sbagliare la strada, una volta raggiunto il crinale ci si rimane fino al passo La Calla per poi proseguire verso Monte Falterona. A meta' strada si incontra il rifugio La Burraia dove l'acqua non manca ma quando siamo passati noi era chiuso per cui niente pranzo fino a sera se non alcune cose portate nello zaino per le emergenze. Verso il Monte Falterona il sentiero si fa impervio e stretto dai rovi ma comunque pedalabile. Prima di arrivare in cima noi abbiamo deviato a sinistra ed imboccato un sentiero appena segnato sulla nostra cartina , ci siamo buttati a precipizio (nel vero senso della parola) verso la valle sottostante. La discesa che abbiamo affrontato e' bella e pericolosa ed il casco in questo caso e' un obbligo. Arrivati sul fondo valle si prosegue speditamente su asfalto verso Poppi e poi a casa in albergo.
Venerdi' 5 agosto 1994 - La lunga salita verso La Verna
Soci - Eremo di Camaldoli - Badia Prataglia - Passo dei Mandrioli - Valico di Montecoronaro - La Verna - Bibbiena - Soci
Si ritorna sulle creste ma non su un sentiero cosi' bello e praticabile come la giornata precedente.
Partenza la mattina verso Badia Prataglia attraverso i boschi dell'eremo di Camaldoli. Qui batto per la prima volta i miei compagni in salita con un repentino scatto che li lascia senza fiato. Si sa' i ciclisti non lasciano nulla al caso e una salita rimane una salita per tutti. Arrivati al passo si prosegue su un pianoro sino ad affrontare la discesa verso il bel paesino di Badia Prataglia. Da qui si deve puntare verso il passo dei Mandrioli. La strada in salita non e' molto brutta ma le macchine e i camion che ci passano non danno tregua. Sul passo occorre superare di slancio una nuova salita sterrata che si apre a destra della strada. Finalmente abbandonato l'asfalto ed il suo traffico ci si immerge in un bosco molto simile a quello della giornata precedente. La strada presto si perde in un sentiero e spesso occorre scendere dalla bici per superare passaggi angusti o ostruiti dai massi e dalle piante cadute. Le salite diventano piu' impervie e presto si perde di vista la posizione. In questi casi una buona cartina ed un altrettanto buono senso di orientamento aiutano nella scelta delle decisioni ai numerosi bivi che si trovano sul sentiero. In linea di principio occorre rimanere sulla cresta principale della montagna. Questa tende verso destra e se non si sbaglia si taglia una strada sterrata che sale dal fondo valle e prosegue verso le terre romagnole. Trovata la strada noi siamo andati in discesa verso il paesino di Biforco. Con mio sommo dispiacere la strada punta decisamente verso il basso e perde immediatamente quota. Per andare al Santuario della Verna dobbiamo guadagnare quasi seicento metri che alla fine della giornata mi lasciano senza le forze. Decido di rinunciare e lascio proseguire i miei compagni verso la cima. Torno sui miei passi e raggiunta Bibbiena la giro in lungo e in largo. Molto bello il paese. Dopo un buon spuntino riparto verso l'albergo. La strada per raggiungere Soci prosegue in leggera salita.
Sabato' 6 agosto 1994 - Sto male e proseguo solo lungo la salita
Soci - Poppi - Pratomagno - Poppi - Soci
Partiti la mattina dopo un'abbondante colazione si punta verso Poppi.
Sara' a causa del fresco della mattina o per quello
che ho mangiato ma appena partiti mi sento male e devo correre in bagno.
Dopo aver rinunciato a quello che ho mangiato la mattina ritrovo i compagni
e decido di riposarmi almeno un'ora per riprendermi. Mi salutano e fissiamo
un appuntamento la sera in albergo. Dopo una buona ora di tempo passata a
visitare la citta' di Poppi ed il suo castello mi sento meglio e comincio
a pensare che tutto sommato posso pedalare. Comprata la cartina (visto che
quella disponibile e' stata passata agli amici) cerco la strada che mi portera'
nel massiccio di Pratomagno.
Non vi e' cosa migliore che pedalare in solitario sulla montagna. Ogni rumore,
ogni fruscio sono amplificati dal silenzio della montagna. Ogni scorcio viene
visto con altri occhi. La salita non e' molto dura anche se i chilometri
percorsi cominciano ad essere una buona ventina. Arrivati quasi in cima si
vede un rifugio dove un buon panino puo' e deve essere consumato. La vista
spazia sulla vallata sottostante e si rimane stupiti sia dalla bellezza dei
luoghi che dalla altezza raggiunta. La strada prosegue sia a destra che a
sinistra. Io ho seguito la destra e sono sbucato al Passo di Castelfranco
dove lo sterrato prosegue in discesa verso la valle del paese di Anciolina.
Da queste cime mi sono gustato il panorama e la bella giornata di sole, riposandomi
e solo verso le quattro sono ripartito verso casa. La discesa viene percorsa
di buona andatura e niente piu' mi infastidisce. Non avrei mai immaginato
che il mio corpo superasse cosi in fretta i problemi del mattino.
Ciao, Bobo (Ambrogio)